giovedì, 2 febbraio 2012
Risoluzione in Commissione
La XII Commissione,
premesso che:
sarebbe opportuno promuovere sempre un'attiva e visibile politica di implementazione della prospettiva di genere in tutte le politiche e i programmi;
la salute delle donne e degli uomini deriva da fattori fisiologici, psicologici, sociali, culturali, ambientali che hanno uno specifico impatto sulle persone e che sono essenziali ai fini di raggiungere miglioramenti nella salute e nel benessere nella comunità;
con l'espressione «medicina di genere» si intende la distinzione in campo medico delle ricerche e delle cure in baseal genere di appartenenza sia dal punto di vista anatomico che biologico, psicologico, culturale;
il tema affonda la sua radice nella considerazione che gli studi sui farmaci e sulle terapie e sull'andamento e sulla prognosi delle malattie sono stati quasi sempre condotti avendo a base i maschi o l'età pediatrica, che possono risentire di sottovalutazioni o di non attenta considerazione delle peculiarità femminili;
l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la medicina di genere nell'Equity Act e che dal 2002 ha istituito il dipartimento per il genere e la salute della donna (Department of gender and women's health - GWH);
anche la Commissione europea ribadisce la necessità di promuovere una politica della salute che tenga conto della diversità di genere;
con il disegno di legge in itinere sulle sperimentazioni cliniche (atto Camera 4274) la Camera dei deputati ha approvato un emendamento all'articolo 1 contenente indicazioni sugli studi clinici «sia su pazienti che su volontari sani equamente ripartiti tra i due generi», primo segnale per affrontare disuguaglianze di genere nella salute e garantire parità di trattamento e di accesso alle cure,
impegna il Governo:
a riconoscere nell'ambito delle politiche sanitarie che donne e uomini, in relazione alle differenze biologiche e di ruoli di genere, hanno differenti bisogni, ostacoli, opportunità;
a promuovere nelle organizzazioni sanitarie condizioni cliniche ed organizzative idonee perché i professionisti possano riconoscere e valorizzare a tutti i livelli le differenze che determinano uno specifico impatto sulla salute delle donne e degli uomini, allo scopo di migliorare la qualità della presa in carico e garantendo a tutti i cittadini una piena tutela della salute, scientificamente e socialmente sostenibile;
a considerare nella ricerca e nella clinica farmacologica la conoscenza delle differenze di genere al fine di tutelare la salute di entrambi i generi in modo appropriato;
a mettere in atto misure idonee a sviluppare competenze specifiche e promuovere percorsi formativi multidimensionali e multidisciplinari sul tema.
(7-00767)
«Pedoto, Froner, Grassi, Sbrollini, Lenzi, Sarubbi, Rosato, Cardinale, Rubinato, Braga, Mariani, Mosca».
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