martedì, 3 gennaio 2012
L’Onorevole trentina: «Il Ministero dello Sviluppo economico prepara un’ampia azione continuativa per rilanciare gli investimenti».
Il mio articolo pubblicato sul numero di dicembre di "Unione", la rivista dell'Unione Commercio Turismo e Artigianato trentina.
Stiamo vivendo una stagione di comprensibili tensioni sociali, di paure, di sfiducia nei confronti della politica, ma è giusto ricordare quanto è stato fatto in questo ultimo periodo in Parlamento.
Grazie al forte senso di responsabilità della maggior parte dei partiti politici, si è passati in pochi giorni dal Governo Berlusconi al Governo Monti. Un Governo formato da tecnici qualificati e competenti, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica Napolitano ed appoggiato da un’ampia maggioranza composta da forze politiche diverse e, fino a poco tempo fa, contrapposte.
In una situazione inedita e politicamente difficile, la prima manovra proposta dall’attuale Governo è stata esaminata, corretta e approvata dalla Camera in soli dieci giorni. Nelle commissioni parlamentari, su ammissione dello stesso Presidente del Consiglio, sono stati apportati importanti miglioramenti lasciando intatti i saldi, il carattere strutturale della manovra e gli impegni assunti con l'Unione europea. Restano sicuramente dei limiti da colmare, soprattutto per soddisfare le esigenze di una maggiore equità e di crescita, ma va ricordata l’urgenza e la necessità del provvedimento, il cui primo obiettivo è quello di far uscire il nostro Paese dalla grave situazione di crisi in cui si trova.
Nel complesso le misure contenute nella manovra ammontano a oltre 30 miliardi di euro: 20 miliardi vanno come contributo netto alla riduzione del disavanzo e 10 miliardi per il sostegno di crescita, impresa e occupazione. Ci sono disposizioni strutturali, come le riforme che riguardano la previdenza, la tassazione equilibrata del patrimonio e la lotta all'evasione, ma ci sono anche significative misure per la crescita come lo sgravio per il lavoro e l’assunzione di giovani e donne attraverso l'IRAP; la spinta alla capitalizzazione delle imprese riducendo le tasse sugli utili; il credito alle piccole imprese; la corsia preferenziale con il Fisco prevista per le imprese che danno accesso all'Agenzia delle Entrate. Sicuramente si può e si deve fare di più. Come è stato dichiarato nel corso di una recente audizione in X Commissione, il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti sta preparando un'ampia azione continuativa per rilanciare gli investimenti. Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato misure per consentire una maggiore civiltà nel trattamento di fallimenti e insolvenze. Ma il sostegno alla crescita economica ha bisogno di un forte miglioramento del contesto in cui si trovano ad operare le imprese, del rafforzamento delle infrastrutture strategiche, nonché di una maggiore efficienza nell'utilizzo dei fondi strutturali e della protezione dei consumatori attraverso liberalizzazioni e semplificazioni.
Le norme presenti nel decreto-legge vanno quindi considerate l’inizio di un processo che verrà proseguito nei prossimi mesi con interventi più organici. In Italia servono soprattutto provvedimenti che rendano meno ingessata l'economia, facilitino la nascita di nuove imprese, migliorino l'efficienza dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, riformino il mercato del lavoro e favoriscano l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne (due grandi risorse ancora sprecate).
Tutti noi speriamo che questa possa essere l'ultima manovra di sacrifici, certo molto dipenderà dal nostro comportamento, come cittadini, produttori, consumatori, contribuenti, imprese; dalla nostra capacità come Paese di presentarci uniti e credibili di fronte ai mercati; da quante riforme strutturali il Parlamento e il Governo riusciranno a progettare e approvare.
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