mercoledì, 14 dicembre 2011

Monti: grazie ai vostri suggerimenti ora manovra pił equa

L’intervento del premier Monti alla Commissione Bilancio e Finanza della Camera è stato importante per capire le intenzioni del governo rispetto alle misure necessarie per uscire dalla crisi e l'incidenza degli emendamenti presentati dai partiti sul decreto alla manovra. L'intervento del Gruppo Pd dopo l'audizione.

«Siamo in grado di accogliere suggerimenti per rafforzare l’equità del provvedimento per salvare l’Italia», dice Monti in apertura di seduta. Il presidente del Consiglio ha sottolineato la «natura strutturale di molti interventi e l’equilibrio dell’azione intrapresa con numerosi e durevoli elementi di equità». All’audizione in commissione Bilancio, il premier ha precisato che la manovra porta sì un aumento della pressione fiscale, ma «l’alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe, non alla recessione, ma alla distruzione del patrimonio e all’evaporazione del reddito degli italiani».

Monti ha anche spiegato che il blocco delle indennità per le pensioni «non riguarderà la maggior parte dei pensionati e sarà compensato dalla tassazione sullo scudo». Dire «pagano sempre i soliti è rifarsi a luoghi comuni», ha ribadito il capo del governo, riferendosi alle critiche sulla manovra. Poi un annuncio: «Ci sarà una tassa del 4% sui capitali scudati e sarà il prezzo per proseguire l’anonimato». C’è stato il tempo anche per spiegare il no alla patrimoniale: «Non è stato possibile tassare la ricchezza familiare, a partire dei grandi patrimoni. Ho chiesto ai tecnici se fosse possibile farlo subito e mi hanno risposto che non sarebbe stato possibile prima di due anni. Intervenendo subito avremmo abbaiato e non morso».

Per quanto riguarda le agevolazioni alle famiglie, il premier ha detto che «Abbiamo identificato nuova materia: a pagare saranno nuovi noti, in modo tale che potremo tassare meno le imprese e il lavoro, come si conviene a un’economia che vuole crescere. Un ulteriore elemento di equità della manovra è la mancata riduzione delle agevolazioni alle famiglie e risparmi certi con l’aumento dell’Iva. Si potrà così rivedere il sistema delle deduzioni per un più efficace intervento fiscale nei confronti della famiglia». Il premier ha poi aggiunto: «Ho chiesto ai tecnici, visto che non abbiamo tabù politici né in un senso né nell’altro, se la via della patrimoniale subito fosse praticabile e mi hanno risposto che servivano due anni di lavoro per studiare bene la situazione», chiarendo come ci fosse il rischio, nel caso di un intervento immediato, di fughe di capitali.

Tra i passaggi più significativi, probabilmente il più divertente è stata quando gli è stato rimproverato che “per mettere tutte queste tasse non servivano dei professori”. «E’ vero, non servivano - risponde il premier - Allora perché non l’avete fatta voi?».

E a coloro che parlano di “perdita di sovranità per l’Italia”, Monti risponde: “Il Paese sta perdendo la sua quota di sovranità deliberatamente come tutti gli altri Paesi europei”. Certo, “l’Italia in più ha perso la sovranità con qualche quota di troppo perché si è messa in una posizione di debolezza rispetto agli altri Paesi Europei”. E di chi è la colpa? Del precedente esecutivo, quello guidato da Silvio Berlusconi, sembra dire il presidente del Consiglio: “Se fossi stato nel governo – ha infatti precisato Monti – non sarei stato lieto di vedere un comunicato del Presidente francese che ci diceva cosa dovevamo fare. Non sarei stato lieto di ricevere una lettera firmata dai banchieri centrali”, ha detto con riferimento alla missiva inviata nell’estate al vecchio esecutivo dall’allora governatore della Bce, Jean Claude Trichet, e da quello entrante, Mario Draghi. Una lettera, sottolinea ancora Monti che Berlusconi ha persino “invocato”. Perché, un conto è essere “a favore dell’Europa e a favore di una perdita consensuale di sovranità in una maggiore integrazione”, un conto è essere favorevoli alla “cessione di sovranità da debolezza”.

 A chi gli rimprovera invece un eccesso di durezza degli interventi, Monti risponde invitando a considerare la drammaticità della situazione: “L’alternativa – sostiene il premier – era l’avvitamento della crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio degli italiani e all’evaporazione dei redditi”. Le misure prese, invece, spingono Monti a dire di essere fiducioso sul fatto che i mercati “reagiranno positivamente”.

Monti infine difende le scelte compiute sulla lotta al’evasione fiscale: tratteggia un fisco “no repressivo, ma amico”, basato sulla convenienza a dichiarare il vero. Con le correzioni partorite alla Camera, la manovra , secondo il presidente del Consiglio, ha ulteriormente aumentato il suo tasso di equità. Il premier cita gli sconti sul’Ici legati al numero dei figli. Ma anche la scelta di consentire l’adeguamento all’inflazione per le pensioni fino a 1400 euro: il blocco , sottolinea, “non riguarderà la maggior parte dei pensionati” e sarà compensata dalla tassazione sui capitali scudati. Dopo le misure di contenimento, Monti rilancia sullo sviluppo partendo dal Sud e commenta positivamente il primo ‘grimaldello’ per le liberalizzazioni posto dal governo.

Infine c’è tempo anche per un riconoscimento ai deputati: «Le vostre critiche e il dialogo con voi ci hanno indotto a migliorare il tutto». Monti è uscito dalla Commissione rinfrancato per l’appoggio della maggioranza, che è certamente sfilacciata (i veti della Lega e dell’Idv si faranno sentire) ma che probabilmente con la fiducia dovrebbe passare senza problemi.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVENTO:

1 parte: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=sJycLmNShb0#!

2 parte: http://www.youtube.com/watch?v=rRHRDSSlTJ4&feature=player_embedded

Intervento a nome del gruppo PD dopo l'audizione del Pres. Monti

MICHELE VENTURA. Presidente, prima di tutto vorrei ringraziarla per la presenza e per la disponibilità all'incontro di questa sera.
Questa manovra - vorrei ricordarlo a tutti noi - si è resa necessaria per rendere credibile ed effettivo il pareggio di bilancio, così come da impegni sottoscritti con l'Unione europea, e si inserisce in uno sforzo che l'Unione europea deve compiere per ridare dinamicità al proprio sistema.Abbiamo seguito con interesse l'ultimo vertice, sia sulla parte del coordinamento dei sistemi fiscali e sulla stabilizzazione, sia su quella probabilmente più carente, ossia quella della crescita e dello sviluppo. Ci sono più scuole di pensiero in merito e ovviamente non mi impegno questa sera in un dibattito su questo tema, ma è del tutto chiaro che, se non vi sarà un incremento significativo dei livelli di sviluppo, nonché uno sforzo di risanamento come quello al quale siamo chiamati, difficilmente il pareggio del bilancio potrà concretizzarsi in modo stabile.
Le chiederei qual è la posizione dell'Italia sul fondo di salvataggio e sulla sua dimensione e, più in generale, la volontà che ha potuto riscontrare nei maggiori Paesi europei per quanto riguarda le politiche relative alla terza questione che ho citato, quella della crescita e dello sviluppo.
Il secondo punto che vorrei sottolineare è il ruolo importante svolto dal Parlamento. Queste sono state giornate molto intense. Se noi dovessimo esaminare il lavoro che è stato compiuto anche dal punto di vista dell'equità - dopo ci tornerò un momento - con il riequilibrio di alcuni interventi e grazie al lavoro prezioso svolto dai relatori e da tutti i commissari, in collaborazione, in particolar modo, con il Ministro Giarda e col sottosegretario Vieri Ceriani, ci accorgeremmo di quanto esso sia stato rilevante.
Sottolineo, perciò, l'importanza del ruolo del Parlamento, signor Presidente, perché ciò che è accaduto in queste giornate, mentre noi eravamo impegnati nell'esame della manovra, è stato non solo spiacevole, ma alla fine dannoso; mi riferisco alla polemica sui parlamentari e sul loro costo, che ha finito addirittura per oscurare anche il lavoro di merito che si stava compiendo.

Che giudizio esprimiamo? Noi pensiamo che la manovra sia incentrata soprattutto sulle questioni che lei ha richiamato: riforma delle pensioni, intervento sulla casa, intervento sullo sviluppo attraverso detrazioni IRAP e via elencando.
Nel corso della lettura in Parlamento, essa si è affinata con una serie di strumenti. Ne cito solo alcuni. Per esempio, è molto più chiara la trasparenza su movimenti bancari e finanziari per il fisco, ma aggiungo anche l'IMU, che è venuta precisandosi, come lei ha riconosciuto, il nuovo tributo comunale sui rifiuti e servizi, l'imposta sul lusso, l'imposta di bollo su titoli e strumenti finanziari, l'imposta di bollo sui capitali scudati, che è una cosa diversa dalla pratica dell'una tantum, l'imposta sugli immobili posseduti all'estero, l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero, la riforma di Equitalia, e ancora un'altra serie di misure.
Insomma, sottolineo l'impegno che abbiamo messo sulle misure urgenti che ritenevamo necessarie, come rendere più accettabile l'intervento sulle pensioni, come grande fatto sociale. È evidente che una riforma fatta in tre giorni suscita una serie di reazioni e evidenzia la necessità di limature e di interventi per renderla più equilibrata. Oltre a tutto questo, l'intervento sull'IMU e la rimodulazione credo siano segnali importanti e non trascurabili.
Chiudo citando una questione. Penso che ci dovrebbe essere, da parte di un Governo con queste caratteristiche, maggiore slancio sulle liberalizzazioni, minore impaccio. Infatti, in questo Paese avremo sempre forti resistenze di tipo corporativo, le quali sono un motivo non secondario che ha limitato probabilmente lo sviluppo e l'emergere di nuove energie. Su questo, anche se abbiamo notato un certo impegno, auspichiamo che ci sia in futuro una cornice un po' più precisa entro la quale agire sulla via delle liberalizzazioni, che ci sembra una strada obbligata. Grazie.

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