giovedì, 13 ottobre 2011
Al Ministro dell’economia e delle finanze:
- Per sapere
- premesso che:
l'articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007 , n.7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007 , n. 40 , reca disposizioni volte a semplificare le operazioni di portabilità dei mutui;
in particolare la citata normativa dà la possibilità ai soggetti che hanno contratto un mutuo finanziario con gli istituti di credito, di surrogare un’altra banca nel contratto di mutuo agendo sull’articolo 1202 del codice civile e obbligando le medesime banche a non inserire nel contratto la clausola di non surrogabilità del mutuo stesso;
mentre la banca surrogata non può opporsi all’azione proposta dal cliente, dal punto di vista legale e giuridico, il nuovo istituto di credito surrogante non è obbligato ad accettare la surroga richiesta dall’utente che perciò dovrà sottostare, ai fini della sottoscrizione del nuovo contratto, ad una ulteriore attenta valutazione da parte del nuovo istituto di credito della situazione economica e patrimoniale;
in una fase di forte contrazione creditizia, causata dalle turbolenze sui mercati e dall’aumento del costo dell’approvvigionamento del credito da parte delle banche, gli operatori si rifiutano di surrogare un mutuo già “rottamato” ovvero un mutuo che sia già stato oggetto di surrogazione in quanto i costi dell’operazione, secondo gli istituti di credito, sarebbero superiori ai benefici connessi all’operazione stessa;
nonostante la norma prevista dal citato articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007 non preveda alcun limite al numero di surroghe, di fatto, secondo la denuncia di alcune associazioni di consumatori, le banche trovano sconveniente accollarsi il debito residuo di un’altra società finanziatrice -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo al fine di garantire la facoltà di surroga del mutuo su volontà del debitore anche prevedendo una razionalizzazione degli adempimenti burocratici volta alla riduzione dei costi legati alla procedura con lo scopo di rendere concorrenziale e trasparente il mercato secondario dei finanziamenti.
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