lunedì, 10 ottobre 2011

Infortuni sul lavoro, crescita senza fine

Aumentano del 2,7% gli infortuni sul lavoro in Trentino (diminuiscono quelli mortali). In Italia la tendenza è alla diminuzione, (-1,9%) , ma i dati vanno confrontati anche con il minor numero di occupati nei vari settori. Sono alcuni dei numeri che sono stati forniti e commentati durante la 61ª giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa da Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) che si è svolta sia a Trento che a Pergine.

"L'Adige", 10 ottobre 2011

L'associazione che raccoglie in Italia 450 mila vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali guarda con preoccupazione, in questo momento di crisi economica, le tutele che dovrebbero essere garantite agli infortunati, come ha spiegato Ezio Presari di Anmil Trentino, nella sua relazione: «Il terreno sul quale si gioca la partita della tutela è purtroppo accidentato - ha detto il presidente durante il convegno tenutosi alle scuole Don Milani di Pergine - Anmil continua a battersi per il superamento delle criticità relative agli indennizzi a partire dal divieto di cumulo tra le prestazioni liquidate dall'Inps e la rendita Inail che hanno per oggetto lo stesso evento invalidante». Si sta lavorando inoltre ad abbassare il grado di menomazione indennizzabile dall'attuale 16% all'11%. Ci sono poi delle ingiustizie evidenti: «Dobbiamo soffrire per la nostra impotenza quando una tragedia sul lavoro distrugge una coppia che stava per formarsi, magari avendo messo già al mondo un figlio, e il sistema assicurativo non eroga alcun indennizzo ma si limita a versare massimo ottomila euro l'anno fino alla maggiore età del figlio». Proprio su quest'ultimo tema il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti ha precisato che il Fondo di solidarietà per i familiari dei lavoratori morti sul lavoro, recentemente approvato dal consiglio provinciale, prevede un un contributo di solidarietà anche per i familiari conviventi, non solo per gli sposati. «È ancora vivo l'eco della morti di Barletta, lavoratrici che per quattro euro l'ora di salario hanno perso la vita in una azienda familiare. Incuria e omertà delle istituzioni emergono in modo da farci vergognare. In nome del profitto si abbassano le soglie di sicurezza, come capitò a Stava o alla Sloi». Dorigatti ha poi ha messo in evidenza che «se i dati degli infortuni sono in calo in Italia e in crescita in Trentino, dobbiamo ricordarci che sono milioni le ore di cassa integrazione in più tra il 2009 e il 2010». Sulla sicurezza dunque bisogna mantenere «alta la guardia», come ha ribadito l'assessore provinciale Ugo Rossi .

Al tavolo dei relatori anche il presidente degli artigiani, Roberto De Laurentis: «Una tragedia come quella di Barletta non può avvenire in Trentino: lo dico correndo il rischio di essere smentito». Su 17.500 lavoratori dell'artigianato 1000 hanno già seguito un corso sulla sicurezza sul lavoro, 440 capocantiere lo stanno seguendo; 1850 imprenditori sono iscritti a corsi sulla sicurezza. «Se a qualcuno dei nostri associati succede un incidente noi mettiamo mano ai nostri fondi per aiutare le famiglie: lo facciamo da sempre e senza fare tanti schiamazzi».

 Interventi anche del senatore Giacomo Santini , della deputata Laura Froner, di Silvano Corradi , sindaco di Pergine, e di Davide Lazzeri , del Festival della sicurezza: il tema comune è che per diminuire drasticamente gli incidenti sul lavoro la strada è ancora lunga.

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"Tragedie come quelle di Stava, della Sloi, e più recentemente della Tissen o dei giorni scorsi a Barletta hanno tutte qualcosa in comune: non accadono per caso, ma sono frutto dell'incuria e dell'omertà delle istituzioni e della politica. Questi lavoratori morti, ammalati, resi invalidi o infortunati, sono una vergogna per un paese che si ritiene civile come il nostro. Non si può tollerare che le logiche del profitto prevalgano sulle esigenze di sicurezza e sul rispetto per la dignità delle persone". Non ha usato mezzi termini il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti nel condannare la scarsa attenzione alla sicurezza sui luoghi e negli ambienti di lavoro parlando stamani alla cerimonia ufficiale promossa dall'Anmil anche in Trentino come nel resto d'Italia per la 61esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Pochi investimenti in prevenzione aprono la strada alla mafia
Dopo la S. Messa e la commemorazione davanti al monumento ai caduti sul lavoro di Largo Pigarelli a Trento, la cerimonia è proseguita all'auditorium dell'istituto don Milani di Pergine con gli interventi delle autorità. "Al sud come al nord - ha proseguito il presidente del Consiglio - se la politica e le istituzioni non investono sulla sicurezza, mettono i lavoratori nelle mani della mafia, perché cresce il lavoro nero e si creano condizioni per cui pur di stare sul mercato si schiacciano le persone".

Le parti sociali si impegnino di più
Quanto al Trentino, Dorigatti ha ricordato i passi avanti compiuti con la normativa introdotta la scorsa legislatura per prevenire la piaga delle cadute dall'alto nell'edilizia. Ma in questo settore come in quello agricolo "paghiamo ancora un prezzo troppo alto in termini di infortuni e vite umane". A fare la differenza è la cultura della prevenzione che troppo spesso è insufficiente ed esige un maggiore impegno delle parti sociali ma anche della scuola e delle famiglie".

L'importanza del fondo solidarietà per familiari delle vittime
Il presidente ha infine ricordato la legge approvata la settimana scorsa dal Consiglio provinciale, che prevede la creazione di un fondo di solidarietà per le famiglie dei lavoratori vittime di incidenti mortali sul lavoro. Provvedimento - ha sottolineato portando anche il saluto del consigliere Pino Morandini - "scaturito da una coralità di contributi delle forze politiche, pur nella dialettica tra maggioranza e opposizione". Due le novità del dispositivo segnalate da Dorigatti che della legge unificata a un'analoga proposta di Marco Depaoli era primo firmatario: "il contributo di 25mila euro alle famiglie, retroattivo fino al 2009, che non è un risarcimento né un'altra assicurazione perché vuole invece evidenziare la volontà di dare ai familiari delle vittime un riconoscimento pubblico attraverso un aiuto concreto. Per questo la legge - ha ricordato - coinvolge anche l'Anmil e le organizzazioni sindacali, in modo da garantire stabilità all'intervento". Significativo per il presidente è, in secondo luogo, che beneficiari della solidarietà siano anche i conviventi all'interno delle coppie di fatto".

Trentino: niente allarmismi ma problema in crescita
Prima di Dorigatti erano intervenuti il sindaco di Pergine Silvano Corradi ("sono certo che il ristrutturato ospedale Villa Rosa, diventerà un centro di eccellenza per la cura e riabilitazione dei lavoratori infortunati"), l'assessore provinciale alle politiche sociali e sanitarie Ugo Rossi ("da noi la situazione è buona e non giustifica alcun allarme, ma qualche preoccupazione per il numero e la gravità degli incidenti sul lavoro, che ultimamente risultano leggermente superiori al resto d'Italia, ci induce ad intensificare anche con il prossimo piano gli sforzi a favore della cultura della prevenzione") e il presidente dell'Anmil Ezio Presari. Questi nella sua relazione annuale ha evidenziato che nel 2010 gli infortuni in Italia sono stati 775.347, di cui 980 letali, "con una triste media di tre morti sul lavoro al giorno. Numeri ai quali si aggiungono quelli relativi alle malattie professionali, con un aumento delle denunce di ben il 22% rispetto all'anno precedente".

In Trentino gli infortuni denunciati nel 2010 - in rappresentanza dell'istituto è intervenuto il vicedirettore, Daniela Donati - sono stati in tutto 10.405, con un aumento del 2,7% rispetto al 2009, mentre in Italia sono calati dell'1,9%. Sull'aumento registrato nella nostra provincia pesano soprattutto gli infortuni nei settori dell'industria/servizi (9.228 infortuni nel 2010, pari al +3,5% rispetto all'anno precedente).

Gli altri interventi
All'incontro di Pergine - sede del festival nazionale della sicurezza sul lavoro la cui seconda edizione è prevista nel 2012 che quest'anno ha proposto una mostra itinerante dedicata a questo tema - sono intervenuti anche il direttore dell'unità operativa prevenzione e sicurezza dell'Azienda provinciale servizi sanitari Graziano Maranelli ("il rischio è che la crisi economica in atto induca ad abbassare l'attenzione e gli investimenti sul problema degli infortuni sul lavoro"), il presidente dell'Associazione artigiani e piccole imprese Roberto De Laurentis ("in Trentino non può succedere quel che è accaduto a Barletta sia perché i lavoratori nelle nostre aziende sono amici e stretti collaboratori sia grazie ai corsi di formazione alla sicurezza molto frequentati"), il senatore del Pdl Giacomo Santini ("occorre un'adeguata informazione sia dei lavoratori sia da parte delle famiglie perché all'origine degli incidenti vi è troppo spesso un po' di leggerezza") e l'onorevole del Pd Laura Froner ("con un emendamento siamo riusciti ad ottenere che le aziende vincitrici delle gare di appalto grazie al massimo ribasso non si rivalgano sul trattamento dei lavoratori "), l'assessore alla cultura del comune di Pergine Marco Morelli e Daniele Lazzeri, promotore del festival nazionale sulla sicurezza del lavoro.
Quattro, quest'anno, gli insigniti Inail citati al termine della cerimonia: Renato Novello, Roberto Micheli, Luca Franceschetti e Maurizio Palazzo.

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