giovedì, 29 settembre 2011
Ci risiamo. I nostalgici del Pdl mettono in piedi l’ennesimo, patetico tentativo di riabilitare i repubblichini e di equiparare la scelta per la Repubblica sociale a quella per la Resistenza. Questa iniziativa, partorita dal comitato provinciale di Trento, risulta ancor più fuori posto nel 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, una ricorrenza che non dovrebbe essere occasione per rinverdire strumentalmente antiche divisioni.
L'INTERVENTO IN AULA DELL'ON. DEL PD ANTONIO GIACOMELLI
"Signor Presidente, vorrei parlare di una sconcertante iniziativa di commemorazione della Repubblica di Salò. Le notizie di stampa apparse ieri sui giornali hanno parlato di un'iniziativa del Popolo della Libertà trentino, presentata con grande enfasi dal presidente dei senatori PdL Gasparri, una visita commemorativa a Salò e nei luoghi della repubblica sociale, iniziativa a cui sarebbe invitato il segretario nazionale del Popolo della Libertà, Angelino Alfano e, per ulteriore sfregio, posta in relazione ai 150 anni dell'Unità d'Italia.
Abbiamo atteso 24 ore, abbiamo sollecitato pubblicamente l'onorevole Angelino Alfano, ma nessuno del PdL ha smentito o sconfessato questa iniziativa. Potrebbe apparire solo una gita tra il patetico e il folkloristico se non facesse seguito però a una serie di tentativi legislativi e politici, per noi inaccettabili, di riabilitare la tragica vicenda di Salò e cancellare il significato fondativo della Resistenza e dell'antifascismo. Questo è il chiaro obiettivo perseguito da una corrente di pensiero - capisco che la parola possa apparire forte - che ha Gasparri e La Russa come riferimenti.
Il segretario nazionale del PdL non può pensare di cavarsela facendo come le tre scimmiotte: non vedo, non sento, non parlo, o addirittura limitarsi a dire che non parteciperà alla gita, sarebbe il massimo! Queste iniziative hanno il simbolo del partito che lui guida, o le sconfessa o le condivide e ne è complice. Abbiamo il diritto di sapere - e con noi tutto il Paese - se il partito cardine della maggioranza di Governo e il suo leader sono sinceri e convinti assertori dei valori democratici e costituzionali della Repubblica italiana o se invece nutrono, come Gasparri e La Russa, nostalgiche simpatie per un'altra Repubblica, quella di Salò, che rappresenta una delle pagine più buie e tragiche della storia del nostro Paese.
Sono intervenuto solo perché rimanga agli atti, l'onorevole Angelino Alfano vinca la sua innata timidezza, abbandoni il tradizionale riserbo, dica una parola di chiarezza sulla natura del suo partito, lo deve al Parlamento e al Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)".
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