venerdì, 9 settembre 2011

Questa manovra č contro le donne

Già le donne italiane lavoravano in famiglia molto di più di quelle di altri Paesi europei, sono più disoccupate e più inoccupate, guadagnano meno, fanno meno carriera e a loro è affidato, tra gli altri compiti, quello di badare a bambini, anziani, non autosufficienti. Ora il governo, con questa manovra, le ha scelte come bersaglio alzandone l'età pensionabile, mentre per i tagli operati diminuiranno i servizi a loro disposizione.

 

Gli impegni presi dal governo nel momento in cui si è alzata l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche sono stati disattesi e nulla sarà fatto anche ora che alza l'età pensionabile delle donne del settore privato.

Ancora e sempre le donne per tamponare le crisi. Regali generosi agli evasori, pilloline per i redditi alti, nulla sui patrimoni e l'aumento dell'Iva che farà aumentare i prezzi a fronte di stipendi sempre più magri e ultima ciliegina l'aumento pensionabile delle donne a fronte di servizi sempre più carenti.

Non c’è niente di più sbagliato che parificare due condizioni che pari non sono. Se si vuole parificare l’età pensionabile, allora devono essere parificate anche le retribuzioni e si devono offrire alle donne servizi e misure che favoriscano l’occupazione femminile e la possibilità di uno sviluppo della carriere.
 

LEGGI L'ARTICOLO DI CHIARA SARACENO (La Repubblica, 8 settembre 2011) "Il prezzo maggiore pagato dalle donne" 

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