venerdì, 9 settembre 2011

La manovra alla Camera, ma con la fiducia

La prossima settimana alla Camera il Pd aveva in programma di insistere nella battaglia per cambiare la manovra secondo alcuni punti dei suoi emendamenti ritenuti irrinunciabili, soprattutto per correggere le misure economiche che colpiscono i soliti ceti e l'articolo 8.

Il Pd si era detto pronto ad impegnarsi ad approvare il decreto in pochi giorni, quindi la settimana prossima (anche martedì sera) portando in aula un numero limitato di emendamenti, circa 20, se la maggioranza non avesse messo la fiducia.

Questa era la proposta che il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini aveva avanzato, al termine dell'assemblea del gruppo, alla maggioranza in vista dell'approdo della manovra a Montecitorio.

Il Governo ha pero' ha rifiutato dicendo che mettera' il voto di fiducia. In questo modo si ritarderanno ulteriormente i tempi: si arrivera' cosi' al paradosso che per mettere il voto di fiducia, lasciando la manovra cosi' come e' e cioe' profondamente iniqua e sbagliata, si allungheranno ulteriormente i tempi di approvazione. Ponendo la questione di fiducia, infatti,  non si arrivera' al voto finale prima di mercoledi' o giovedi'. Ma la maggioranza ha paura a presentarsi in Aula per esaminare sul serio la manovra, anche se in tempi brevissimi, perche' è fortemente divisa al proprio interno: l'unico modo per salvarsi è blindarsi dietro la fiducia.

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