mercoledì, 27 luglio 2011

Interrogazione a risposta in Commissione (5-05173)

Froner interroga il Ministro dello Sviluppo Economico: a quando i provvedimenti per aiutare la competitività delle cartiere italiane in Europa?

FRONER, COLANINNO, FADDA, LULLI, MARCHIONI, MARTELLA, MASTROMAURO, PELUFFO, PORTAS, QUARTIANI, SANGA, SCARPETTI, FEDERICO TESTA, VICO e ZUNINO.

- Al Ministro dello sviluppo economico.

- Per sapere

- premesso che:


l'industria della carta nel biennio 2007-2009 ha visto la chiusura di 20 impianti con la perdita di 2000 posti di lavoro (quasi 9 per cento delle 22.700 unità dirette nel 2007) e una mancata produzione di 1,7 milioni di tonnellate di carta e cartone solo in parte recuperata dal risultato produttivo del 2010 pari a 9 milioni di tonnellate (10,1 milioni di euro nel 2007) che ha generato, sempre nel 2010, un fatturato di 6,8 miliardi di euro (7,6 miliardi di euro nel 2007) grazie soprattutto alla positiva dinamica dell'export, aumentato del 14 per cento in volume e del 18 per cento in valore;

i segnali positivi nel primo trimestre 2011 mostrano un miglioramento generale tendenziale nei volumi;
in presenza di una domanda nazionale, che anche nel 2010 si è confermata scarsamente dinamica, le cartiere hanno esportato quasi il 40 per cento della produzione, quota massima mai raggiunta in precedenza;

tali risultati, in una fase congiunturale caratterizzata dall'inasprimento della concorrenza internazionale di Paesi in rapida crescita, come Cina e Indonesia, e dei costi delle materie prime, non possono che confermare le grandi capacità imprenditoriali dell'industria cartaria nazionale;

l'industria cartaria rientra tra i settori ad alta intensità energetica, con un costo per l'approvvigionamento di energia che incide mediamente per il 20 per cento sul costo industriale complessivo;

mentre nel mercato dell'energia elettrica la capacità di interconnessione con l'estero non utilizzata viene riallocata, questo nel settore del gas non avviene, così il mercato italiano del gas continua a scontare un pesante differenziale di prezzo rispetto ai principali mercati europei e le cartiere italiane sono costrette a pagare il gas naturale il 20 per cento in più rispetto, ad esempio, ai competitori tedeschi e francesi;

un contributo importante alla riduzione dei costi energetici per le cartiere e per l'industria potrebbe venire dalla effettiva apertura del mercato del gas, utilizzando meglio i gasdotti esistenti;

negli anni l'industria cartaria italiana ha raggiunto i più elevati livelli di efficienza energetica, grazie soprattutto al ricorso alla cogenerazione, che da sola evita l'emissioni di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 l'anno in Italia;
la recente crisi nel modo arabo, che ha comportato un aumento del prezzo del petrolio, con le inevitabili ripercussioni negative anche per le aziende economicamente e finanziariamente sane, unitamente ad ulteriori specifiche congiunture negative dovute alle insolvenze di alcuni clienti, ha determinato un aumento notevole dell'indebitamento e delle passività della cartiera;

a seguito dell'interpellanza urgente 2-01147 presentata dal Partito Democratico il 5 luglio 2011, il Sottosegretario delegato a rispondere ha segnalato, al fine del contenimento dei costi energetici e per la conseguente salvaguardia della competitività delle industrie, l'imminente introduzione di forme d'incentivazione per la cogenerazione ad alto rendimento, analoghe a quelle in uso nei Paesi che hanno realizzato un efficace recepimento della direttiva dell'Unione europea (n. 2004/8/CE);

la citata direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo n. 20 del 2007, la cui piena attuazione richiede però l'ulteriore recepimento di decisioni assunte successivamente dalla Commissione europea;

secondo quanto affermato dal Sottosegretario in occasione dello svolgimento della citata interpellanza urgente, sembrerebbe prossima alla conclusione la redazione di due decreti di cui uno finalizzato a stabilire le condizioni tecniche per definire gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento e l'altro volto a definire le misure d'incentivazione, cui tali impianti avranno diritto -:

quali siano i tempi previsti per l'emanazione dei citati decreti ritenuti ormai improcrastinabili per dare completa attuazione alla direttiva europea n. 2004/8/CE al fine di scongiurare il perpetuarsi di una distorsione concorrenziale che risale al 2004 e che compromette la competitività delle cartiere italiane rispetto a quelle europee, che possono invece già beneficiare da anni di aiuti concreti per la cogenerazione.

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