domenica, 12 giugno 2011

Centrodestra diviso sui 480 detenuti

Froner: "Il numero diagenti di polizia pentienziaria attualmente presente presso il nuovo carcere è già insufficiente rispetto ai detenuti ospitati".

"L'Adige", 12 giugno 2011

 

Il centrodestra trentino si divide di fronte alla disposizione ministeriale di raddoppiare la capienza massima del nuovo carcere di Trento. Una decisione assunta a causa del sovraffollamento delle altre strutture, secondo quanto riferito dal provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria del Triveneto Felice Bocchino. «Il problema esiste ed è realtà in tutta Italia, per questo il Trentino con la sua nuova struttura non può chiamarsi fuori»: è l'opinione del segretario trentino della Lega Nord e parlamentare Maurizio Fugatti , che se la prende invece con il governatore Lorenzo Dellai, per aver parlato di «dichiarazione di guerra al Trentino» ed aver annunciato di mettersi «personalmente e fisicamente a capo di una catena umana per impedire una simile follia». Secondo le previsioni, dunque, i detenuti ospitabili dalla struttura non saranno più 240 come previsto inizialmente, ma 480. «La reazione di Dellai è spropositata e fuori luogo. Il presidente della Provincia dovrebbe sapere che questo non è il modo migliore per trattare con Roma - commenta Fugatti - Le vere problematiche sono altre, come quelle legate al rispetto del contratto delle guardie carcerarie, che dovrebbero essere presenti in numero sufficiente». Il segretario del Carroccio annuncia poi che cercherà di capire quali sono le possibili mediazioni: «Sono convinto comunque che il governatore lanci questi strali contro il governo solo perché non è del suo colore politico. Se al posto di Berlusconi ci fosse Prodi, a Dellai questa decisione andrebbe benissimo». Di diverso avviso il senatore del Pdl Giacomo Santini , che si dice «sorpreso e amareggiato» per l'annuncio dell'altro giorno che «ha rovinato la festa degli agenti di custodia». «Ha ragione Dellai, questo è un tradimento del disegno iniziale di realizzare il nuovo carcere - sono le parole di Santini - Il raddoppio dei detenuti ospitati è al di fuori di ogni patto precedente, e di ogni mio dialogo con il sottosegretario Alberti Casellati». Il senatore presenterà dunque un'interrogazione: «Mi muoverò con ogni mezzo a mia disposizione per evitare questa eventualità. Se queste sono le prospettive a solo un anno dall'inaugurazione, presto torneremo alla situazione precedente che pensavamo di aver superato con i trasferimenti da via Pilati e da Rovereto». Il timore del collega di partito e consigliere provinciale Pino Morandini è che a Trento possano arrivare anche condannati per i reati di mafia previsti dal codice di procedura penale 41 bis assieme alle loro famiglie, «mettendo a repentaglio la sicurezza della comunità trentina». Morandini sottolinea di aver già segnalato negli anni scorsi la possibilità che, con la costruzione di una struttura all'avanguardia definita «a cinque stelle», «dietro le sbarre sarebbero potuti finire anche detenuti provenienti da altre regioni, e per questo motivo sarebbe stato preferibile ristrutturare il vecchio carcere». Il consigliere del Pdl se la prende con l'intera giunta provinciale, rea di «aver progettato una mega struttura senza pensare alle possibili conseguenze». «Il presidente vuole rincorrere i buoi già usciti dalla stalla - aggiunge -, ma temo non ci siano argomenti validi per impedire l'arrivo di altri detenuti. Discuteremo della questione all'interno del partito, e chiederò di coinvolgere il guardasigilli Angelino Alfano». A chiedere quanto prima un incontro al ministro Alfano sarà certamente il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai , che ieri non aveva ancora sbollito la rabbia per l'annuncio del raddoppio sul numero di detenuti previsti. «Quando ho detto che sono pronto a mettermi fisicamente a capo di una catena umana non scherzavo affatto e sono certo che troverà molte persone disponibili a fare altrettanto», ribadisce il presidente, che parla di un tradimento degli accordi. «C'era un protocollo d'intesa con il Ministero che risale al 2001 - spiega - nel qualche si stabiliva un numero massimo di 240 detenuti. Di certo se avessimo saputo che poteva accadere una cosa simile, non avremmo messo a disposizione i soldi per costruire il carcere. Non ha alcun senso fare un carcere all'avanguardia come questo e poi riempirlo del doppio dei posti previsti».

FRONER: «Il numero di agenti di polizia penitenziaria attualmente presente presso il nuovo carcere è già insufficiente rispetto ai detenuti ospitati. Prima di pensare ad un raddoppio della capienza della struttura, forse sarebbe il caso di risolvere questo problema» è il primo commento del deputato del Pd Laura Froner. «Gli accordi fra Ministero e Provincia - conclude - non erano questi. Presenterò un'interrogazione».

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