giovedì, 26 maggio 2011

Vitalizi - Da Borghesi (Idv) solo propaganda

Dopo aver letto l'articolo di ieri a firma Cordellini sui vitalizi ho pensato di pubblicare una nota esplicativa su tale questione, oggetto dell'articolo e di numerosi messaggi da noi ricevuti nei mesi scorsi e nuovamente in questi giorni, a seguito della pubblicità data all'ordine del giorno presentato lo scorso autunno dall'on. Borghesi.

di Laura Froner, 26 maggio 2011

Ma per valutare meglio le proposte che vengono presentate dai parlamentari vale la pena di evidenziare come per ogni provvedimento da votare in aula si producano centinaia di ordini del giorno. Purtroppo anche quelli che vengono approvati sono di scarsa utilità, perché impegnano a valutare quanto proposto ma non rappresentano in sé una proposta normativa. Spesso, quindi, gli ordini del giorno si limitano a rappresentare delle dichiarazioni di principio che possono servire per raccogliere consenso all'esterno ma che non sono di alcuna utilità.

In Italia come dovunque, l’insofferenza generale nei confronti della politica si è ormai cristallizzata attorno agli abusi, veri o presunti dei rappresentanti del popolo. Ma l’attacco ai deputati con l’accusa di essere un manipolo di approfittatori, spreconi e truffatori è ingiusto e dannoso. Per scongiurare gli eccessi, l’istituto dell’assegno vitalizio, costituito in buona parte da accantonamenti volontari, è stato oggetto di una recente ed incisiva riforma, avviata dal centro-sinistra nella scorsa legislatura. L’assegno spetta ai deputati cessati dal mandato che abbiano compiuto 65 anni di età e abbiano esercitato il mandato parlamentare per almeno 5 anni. E’ stato soppresso – dal 2008 – l’istituto della contribuzione volontaria per riscattare le legislature non compiute.

Se l’On. Borghesi avesse voluto davvero abolire vitalizio, ne avrebbe proposto la riforma nella sede preposta, cioè l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Invece, scegliendo di presentare un semplice “ordine del giorno” in Aula durante la discussione del bilancio (che anche se approvato, non avrebbe cambiato nulla, come la stragrande maggioranza delle mere petizioni di principio votate dal Parlamento) ha voluto soltanto fare propaganda.

L’iniziativa in questione è una metafora di tutto ciò che non funziona nel modo in cui viene condotto oggi il dibattito politico. Rimarrebbe infine da osservare che il nodo della questione resta l’aggiornamento non più rinviabile dalle istituzioni: quella riforma da tanti invocata e da altrettanti promessa.

Nel suo programma il Pd propone “una sola Camera legislativa, con 470 deputati, eletti in collegi uninominali, col doppio turno”. E ha proposto di “introdurre il metodo di calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari, come per ogni lavoratore”. Ma la destra al Governo non ha mostrato alcun segno concreto della volontà di procedere sulla strada di quelle riforme che pure in molti, compreso l’On. Borghesi, sembrano brandire come arma preferita dalla propaganda politica.

Concludo queste considerazioni informando che il PD sta lavorando su una proposta di legge che dovrebbe uscire a breve e che prevede la riduzione del numero dei parlamentari e l'abolizione del vitalizio e che tutte le misure di riduzione dei privilegi, abolizione telepass e viaggi per gli ex-deputati, riduzione compensi, riduzione vitalizi della scorsa legislatura sono opera del nostro gruppo. Ricordo infine che tra le misure introdotte recentemente vi è anche  la riduzione di 1000 euro netti sugli emolumenti mensili dei deputati che è entrata in vigore dal primo gennaio di quest'anno.

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