mercoledì, 18 maggio 2011
FRONER e GNECCHI.
- Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere
- premesso che:
il 27 gennaio 2011 la Commissione d'inchiesta sulla crisi finanziaria (FCIC) creata dal Congresso USA nel 2009 per stabilire le cause del crac finanziario del 2007-2008, ha pubblicato il proprio rapporto, noto come rapporto Angelides dal nome del presidente della Commissione, Philip Angelides. Il rapporto fornisce un resoconto straordinariamente veritiero del processo decennale di deregulation bancaria, shadow banking e speculazione in derivati finanziari che ha portato al crac globale. Sottolinea che l'abrogazione della legge Glass-Steagall nel 1999, dopo che la Federal reserve aveva adottato in tutti gli anni Novanta misure per indebolirla, è stato un fattore centrale nel provocare il crollo;
la legge Glass-Steagall vietava infatti «la commistione tra le attività finanziarie ordinarie rappresentate dai depositi, i mutui, i prestiti alle imprese, e le attività speculative che negli ultimi due anni in particolare hanno mostrato la loro vera natura minacciando di gettare il mondo in una depressione economica senza paragoni». Oltre alla norma statunitense, lo stesso principio aveva garantito la stabilità del comparto bancario in Europa fino agli anni Novanta;
il percorso di deregulation iniziato negli anni Ottanta e diffusosi in tutto il mondo occidentale ha permesso la creazione di una serie di bolle speculative, tutte riconducibili ad un unico processo di trasformazione durato circa tre decenni: da economie altamente industrializzate in cui il sistema finanziario doveva essere al servizio delle attività produttive, si è passati a delle economie sempre più «post-industriali» in cui la finanza domina su tutto il resto, determinando una continua riduzione del tenore di vita della maggior parte della popolazione a fronte di un arricchimento temporaneo di coloro che partecipano direttamente al gioco d'azzardo ormai mondiale;
in questo contesto il rapporto Angelides assume una rilevanza fondamentale. Oggi non è difficile sentir dire che i segni della crisi erano evidenti e che molti sapevano che la bolla doveva finire. Eppure è innegabile constatare come la quasi totalità della classe politica ed economica occidentale abbia accettato e favorito la creazione di tale sistema; un sistema che nelle parole della Commissione USA «è, per molti aspetti, ancora immutato rispetto a quello che esisteva alla vigilia della crisi»;
negli ultimi tre anni i Governi e le banche centrali hanno detto che il salvataggio degli istituti che hanno speculato a danno di tutti era necessario per evitare una catastrofe ancora peggiore; che la situazione venutasi a creare nel 2007-2008 era la «tempesta perfetta» che doveva essere tamponata a tutti i costi, per guadagnare il tempo necessario di riscrivere le regole. La Commissione Angelides invece punta il dito sul fatto che oltre 30 anni di «deregulation e affidamento all'autoregolamentazione delle istituzioni finanziarie, voluta dall'ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan e da altri, sostenuta dalle amministrazioni successive e dal Congresso e promossa attivamente dalla potente industria finanziaria ad ogni passo, hanno eliminato tutele essenziali, che avrebbero potuto contribuire ad evitare la catastrofe»;
purtroppo, occorre constatare che le regole non sono state riscritte. Ad oggi,
nonostante un acceso dibattito pubblico negli Stati Uniti, e una discussione largamente dietro le quinte in Europa, il principio di Glass-Steagall - la separazione delle attività speculative da quelle ordinarie - rimane solo una memoria storica. Di fronte ad una serie costante di nuove crisi in Europa, ad esempio, viene detto che occorre spendere centinaia di miliardi di euro per «salvare» i paesi in difficoltà, mentre a ben guardare questi fondi (pubblici) vanno a finire proprio nelle casse delle stesse banche che continuano a cercare il guadagno a breve termine, mettendo di mezzo il benessere di milioni di esseri umani; allo stesso tempo ai cittadini delle nazioni interessate vengono chiesti sacrifici pesanti per stringere la cinghia ancora di più. La necessità di salvaguardare l'economia reale e le famiglie dalle bolle speculative non potrebbe essere più chiara;
la struttura essenziale del sistema finanziario rimane immutata, come denuncia la Commissione Angelides, minacciando un numero indeterminato di altre crisi in futuro, che in base alle esperienze degli ultimi tre anni porteranno solo ad ulteriori sacrifici per la gente normale senza una prospettiva di crescita economica reale e duratura;
in data 28 luglio 2009, con il parere favorevole dell'attuale Governo, il Senato della Repubblica ha approvato la mozione n.1-00171 presentata dal senatore Peterlini e altri che impegna il Governo: lavorare «per raggiungere un cambiamento fondamentale del sistema finanziario e monetario internazionale, basato sui principi della nuova Bretton Woods -:
come valutino le conclusioni del Rapporto della commissione d'inchiesta sulla crisi finanziaria (FCIC) creata dal Congresso USA rispetto alla situazione attuale a livello italiano e internazionale;
quali iniziative stiano assumendo a livello internazionale «per raggiungere un cambiamento fondamentale del sistema finanziario e monetario internazionale, basato sui principi della nuova Bretton Woods»;
se non ritengano necessario promuovere una revisione della normativa bancaria italiana con lo scopo di garantire che l'immissione e la negoziazione di titoli finanziari e soprattutto di tutti gli strumenti speculativi «derivati» (futures, options, swap e altri) siano completamente separate dalle attività ordinarie (depositi e finanziamenti) delle banche commerciali.
(4-11857)
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