venerdì, 13 maggio 2011

Interpellanza urgente RC Auto - La risposta del governo

L'interpellanza - n. 2-01069, concernente le Iniziative normative per il riordino dell'imposta provinciale di trascrizione, sottoscritta anche dall'On. Froner, ha ricevuto risposta da Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute. 

(Iniziative normative per il riordino dell'imposta provinciale di trascrizione - n. 2-01069)

PRESIDENTE. L'onorevole Velo ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01069, concernente iniziative normative per il riordino dell'imposta provinciale di trascrizione (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).
Vedo che l'onorevole Velo sta entrando ora in Aula. Prego, onorevole Velo.

SILVIA VELO. Signor Presidente, mi scuso con lei e con il Governo per il ritardo. Dunque, il decreto-legge sul federalismo regionale approvato recentemente, il 31 marzo scorso, interviene, tra l'altro, sui tributi connessi al trasporto su gomma. All'articolo 13, in particolare, il decreto-legge stabilisce che il finanziamento alle province si incentra sull'imposta sulle RC auto e sull'imposta provinciale di trascrizione.
In particolare, l'imposta dell'RC auto viene modificata, nel senso che dal 2011 può essere variata nella misura del 3,5 per cento in aumento o in diminuzione, mentre per l'imposta provinciale di trascrizione (IPT) si procede ad un riordino prevedendo che il pagamento - attualmente previsto in una quota fissa per le auto acquistate presso il concessionario - venga modificato attraverso l'introduzione di una tariffa modulata in base alle caratteristiche di potenza e portata dei veicoli. Nel frattempo, va detto che il Governo ha di fatto azzerato i trasferimenti di risorse regionali destinate alle province. Quindi, da una parte si tolgono i finanziamenti provinciali e dall'altra si permette alle stesse province di modulare diversamente queste due importanti e rilevanti tasse sull'auto.
È chiaro che su questa ipotesi si è creato un allarme che è stato sollevato soprattutto dagli organi di informazione specializzati nel settore, ma anche delle associazioni di categoria legate a Confindustria (la rappresentanza dei concessionari e così via). Tali soggetti sono intervenuti sul tema denunciando il rischio che si arrivi ad una vera e propria batosta sugli automobilisti italiani, che peraltro sono già fortemente penalizzati dal drammatico aumento del costo del carburante. È chiaro che queste imposte potrebbero colpire gravemente famiglie e imprese e un settore economico come quello dell'auto che sappiamo essere già così gravemente in crisi (i dati delle vendite in forte calo pubblicati proprio pochi giorni fa ne sono una drammatica testimonianza). Si tratta di un settore che però al tempo stesso - attraverso la sua filiera produttiva e di vendita - è così rilevante per l'economia del nostro Paese, a maggior ragione in una Pag. 6fase in cui i livelli di crescita economica e la crisi occupazionale si fanno così sentire.
Siamo - a nostro e mio avviso - in totale controtendenza rispetto alle esigenze e alle richieste del settore, che, invece, da tempo chiede una riduzione della tassazione diretta o indiretta sull'auto che è diventata nei vari segmenti (dal carburante, all'acquisto dell'auto, ai passaggi di proprietà e quant'altro) estremamente pesante e penalizzante per la tenuta stessa di tutta la filiera produttiva. Facendo riferimento all'RC auto, per esempio, noi siamo ai massimi livelli di costi e di tassazione in tutta la Comunità europea.
Dalle proiezioni pubblicate su vari organi di informazione, si evidenzia che si potrebbero rischiare aumenti scandalosi e sperequati: per esempio, un automobilista milanese che acquisterà una macchina di medio valore - come una Golf 1.600 TDI del valore di circa 22 mila euro - rischierà di pagare 352 euro di IPT, anziché 196 euro previsti: circa l'80 per cento in più. Uno di Agrigento che acquisterà un'Alfa Romeo 159 del valore di circa 30 mila euro probabilmente pagherà 571 euro di IPT, al contrario degli attuali 196: un aumento di oltre il 190 per cento.
È chiaro che questo allarme va ascoltato, soprattutto a fronte dell'acquisto delle nuove auto perché questo calcolo è legato al fatto che l'imposta viene equiparata per l'acquisto di automobili da soggetti con partita IVA e concessionari a quella che oggi, invece, è per i soggetti senza partita IVA, cioè privati per l'acquisto delle auto usate.
Si salveranno - si ipotizza - solo le piccole utilitarie perché l'imposta è giustamente, in questo caso, proporzionale al valore dell'auto. Soltanto sotto i 54 chilowatt non ci saranno aumenti; per il resto anche le auto di media cilindrata - quindi quelle che riguardano la maggior parte degli acquirenti - subiranno aumenti rilevanti.
Ci sarà un aggravio rilevante anche per le imprese di autotrasporto, che potranno subire rincari sugli autocarri fino al 300 per cento: anche il settore dell'autotrasporto - lo abbiamo denunciato anche in varie forme, con atti di sindacato ispettivo e in Commissione - è un settore gravemente in crisi a fronte dell'aumento dei carburanti.
Poiché siamo in attesa di un decreto attuativo del Ministro dell'economia e delle finanze, che dovrà definire nel dettaglio l'attuazione di questa previsione federalista, intendiamo attraverso questa interpellanza urgente innanzitutto denunciare e sollevare al Parlamento la questione, concernente il rischio che stanno correndo gli automobilisti italiani con il federalismo, ossia quello di un aumento delle tasse, di vedersi mettere le mani in tasca, cosa che si è sempre negata.
Chiediamo nello specifico al Ministro come intenda provvedere al riordino di questa imposta, tenendo conto che, da una parte sono state tagliate le risorse alle province, dall'altra siamo di fronte a una riduzione del numero delle immatricolazioni, per cui sarà giocoforza inevitabile per le province attuare tutti i possibili aumenti sia sull'IPT, che sull'imposta sull'RC auto, con la conseguenza che si potrebbero, non soltanto colpire le famiglie, gli automobilisti e le imprese, ma anche danneggiare ulteriormente il settore.
Questa interpellanza urgente intende sollevare la questione e rendere evidenti al Parlamento e al Paese i rischi che si stanno correndo.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la salute, Francesca Martini, ha facoltà di rispondere.

FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, con il documento in esame gli onorevoli interpellanti evidenziano che nello schema di decreto legislativo recante «Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario, delle città metropolitane e delle province, di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario», è stato previsto sia un intervento sulle misure tariffarie dell'imposta provinciale di trascrizione Pag. 7(IPT), sia un riordino del tributo attraverso la legge di stabilità. Tale manovra comporterebbe un aumento di gettito a favore delle province, alle quali verrebbe attribuita, in virtù delle disposizioni contenute nello stesso provvedimento, anche la facoltà di aumentare l'imposta sulle assicurazioni per la responsabilità civile auto (RCA).
Gli onorevoli interpellanti ritengono che non sia possibile provvedere al riordino dell'imposta provinciale di trascrizione con la legge di stabilità che, in base alle regole sull'emendabilità dei documenti di bilancio, non potrebbe contenere norme di natura dispositiva o ordinamentale.
Al riguardo, occorre innanzi tutto evidenziare che nel testo del provvedimento legislativo in questione, e precisamente all'articolo 17, comma 7, il predetto riordino è affidato al disegno di legge di stabilità, ovvero ad un disegno di legge ad essa collegato.
Per quanto concerne, invece, la proposta di esentare dall'imposta provinciale di trascrizione i veicoli nuovi e usati di piccola o media potenza e gli autoveicoli classificabili come beni strumentali, al fine di mitigare l'incremento delle misure tariffarie, si fa rilevare che il citato articolo 17, comma 7, prevede, alla lettera c), la «delimitazione dell'oggetto del tributo ad autoveicoli, motoveicoli eccedenti una determinata potenza e rimorchi».
In detto criterio sembrerebbe quindi rientrare la possibilità di prevedere l'esclusione dal presupposto impositivo delle categorie di veicoli tra cui quelli individuati dagli onorevoli interpellanti.

PRESIDENTE. L'onorevole Velo ha facoltà di replicare.

SILVIA VELO. Signor Presidente, non è semplice replicare e me ne dispiace perché la risposta stringata e assolutamente di natura tecnica che il sottosegretario ha dato rende difficile fare una replica. Di fatto, però, si è confermato l'indirizzo che noi abbiamo denunciato ossia quello di andare verso un aumento della tassazione dell'IPT e sulla RC auto.
La questione da me sollevata è naturalmente di natura tecnica e legislativa perché parte da un provvedimento approvato che necessita dei decreti di attuazione ma, forse con troppa presunzione, non lo so, l'intenzione era quella di sollecitare il Governo a una riflessione su un tema così rilevante per l'economia del nostro Paese e per le casse delle famiglie degli automobilisti italiani.
Sappiamo che nel nostro Paese, purtroppo, l'incidenza del trasporto privato è elevatissima, la mobilità per motivi di scuola, lavoro, studio e familiari sulle auto private è elevatissima e il numero e il parco di veicoli circolanti è molto alto. Sappiamo che ci sarebbe bisogno di un riequilibrio, ma sappiamo che questo riequilibrio dal trasporto privato al trasporto pubblico non può avvenire sulle spalle dei privati cittadini che, nella maggior parte dei casi, sono costretti, loro malgrado, a ricorrere al trasporto privato.
Sappiamo anche che il parco di autoveicoli circolanti nel nostro Paese è vetusto e inquinante e necessiterebbe non solo di una riduzione, ma anche di un rinnovo verso veicoli meno inquinanti. Sappiamo, perché anche questo Governo e i precedenti lo hanno fatto, che il sostegno al settore dell'auto è una delle misure più efficaci di sostegno all'economia del nostro Paese. Dunque l'interpellanza aveva questa ambizione: capire cosa intenda fare questo Governo di fronte a questa ipotesi di aumento della tassazione sulle auto per le famiglie e le imprese italiane e per il settore dell'auto.
Mi pare che il modo in cui il sottosegretario ha risposto, non solo non ci rassicura, ma nemmeno prende in considerazione questo rischio. Si vuole andare avanti a tutti i costi sul federalismo; noi, come Partito Democratico, abbiamo anche dato il nostro contributo a questa discussione, ma è il momento, oggi, di rendere evidenti le contraddizioni del testo così come è stato approvato dal Governo.
Infatti, nonostante i proclami sul fatto che il federalismo non aumenterà le tasse, in realtà la lettura di questi provvedimenti ci dice che così sarà. Il settore dell'auto è Pag. 8in agitazione, l'ANFIA, che è una delle associazioni in rappresentanza dei concessionari, ha chiesto interventi al Governo e tutti gli organi di informazione cominciano a puntare gli occhi su questo rischio, che può comportare aumenti del gettito dai 300 ai 700 milioni di euro che si prendono dalle tasche degli italiani. A fronte di questa segnalazione, il Governo, anziché cominciare a ragionare e a tranquillizzare e trovare soluzioni diverse per le province a cui sono state decurtate le risorse, risponde in maniera formale e tecnica, e spicciola rispetto alle procedure della legge di bilancio e rispetto alle ipotesi di riordino.
Per questo motivo non posso che dichiararmi insoddisfatta. Le interpellanze si fanno al Governo per avere risposte politiche, e non solo tecniche e ogni volta che mi sono trovata - non è il primo caso - a porre una questione, dai rappresentanti del Governo non è mai arrivata una risposta politica, ma solo la lettura delle relazioni degli uffici che, per loro natura, risultano politicamente inadeguate.

 

Allegato A: IL TESTO DELL'INTERPELLANZA

Seduta n. 472 di giovedì 5 maggio 2011

Iniziative normative per il riordino dell'imposta provinciale di trascrizione - 2-01069

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
il decreto legislativo in materia di «Autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario» approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 31 marzo 2011, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene, tra l'altro, sui tributi connessi al trasporto su gomma;
in base all'articolo 13, il finanziamento delle province si incentra anche sull'imposta sulle assicurazioni per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei motori (rc auto), che diviene tributo proprio derivato con aliquota del 12,5 per cento, manovrabile dal 2011 in aumento o in diminuzione nella misura di 3,5 punti percentuali, nonché sull'imposta provinciale di trascrizione (ipt), di cui peraltro viene previsto un riordino finalizzato, per gli atti soggetti all'Iva, al passaggio dall'attuale pagamento in misura fissa a quello di una tariffa modulata sulle caratteristiche di potenza e portata dei veicoli;
i trasferimenti regionali destinati al finanziamento delle spese provinciali sono soppressi, con compensazione, dal 2013, mediante istituzione di una compartecipazione provinciale al gettito della tassa automobilistica regionale; il gettito di tale compartecipazione affluisce, in misura non superiore al 30 per cento, ad un fondo sperimentale di riequilibrio regionale, di durata triennale, per essere poi devoluto ad ogni singola provincia, previo accordo;
l'attribuzione dell'autonomia di entrata alle province in forma territorialmente equilibrata dovrebbe essere garantita - solo dal 2012 - mediante un fondo sperimentale di riequilibrio provinciale, di durata biennale, alimentato solamente con le entrate derivanti dalla compartecipazione provinciale all'Irpef; nessun meccanismo di perequazione viene previsto in merito alla prevista devoluzione del gettito della circolazione dei motori (rc auto) e dell'imposta provinciale di trascrizione (ipt);
l'articolo 13 prevede la possibilità di aumentare o diminuire l'addizionale sul premio della circolazione dei motori (rc auto) nella misura di 3,5 punti percentuali e questo implica un rincaro dell'importo netto che le compagnie assicurative incassano come premio che sarà inevitabilmente trasferito sugli automobilisti; questo determinerà un inevitabile incremento dei premi assicurativi; il costo medio della responsabilità civile in Italia è già molto più elevato che in altri Paesi europei: circa 400 euro contro i 200 euro del resto d'Europa;
il Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, ha prospettato «una rivisitazione complessiva del meccanismo assicurativo» volta all'abbassamento dei premi assicurativi;
occorre, inoltre, sottolineare che esiste una forte sperequazione nella distribuzione regionale dell'intero gettito delle tasse automobilistiche e, in particolare, del gettito sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, nonché una forte sperequazione della distribuzione su base regionale del gettito dell'imposta provinciale di trascrizione;
dai dati del sistema di gestione archivio tasse automobilistiche (Sgata) dell'Agenzia delle entrate risulta, infatti, un'ingente sperequazione tra il gettito di una regione come la Lombardia che ha 986,7 milioni di euro e quello di altre regioni come la Liguria che ha 134,9 milioni di euro, come la Toscana che ha 414,9 milioni di euro, come l'Umbria che ha 89,7 milioni di euro, come la regione Molise con appena 26,8 milioni di euro;
dal 1994 al 2010 i premi per la responsabilità civile dell'auto sono aumentati del 180 per cento; con la manovra finanziaria per il 2011 le autonomie hanno subito pesanti tagli dei trasferimenti e, secondo alcuni calcoli, il federalismo fiscale determinerà una perdita di 4,5 miliardi di euro di risorse per le province; pertanto è verosimile ipotizzare che tali enti saranno costretti ad applicare per intero la flessibilità fiscale loro concessa -:
se i Ministri interpellati non ritengano di promuovere il riordino dell'imposta provinciale di trascrizione mediante un'apposita iniziativa normativa e non mediante la legge di stabilità che, in base alle regole sull'emendabilità dei documenti di bilancio, non può contenere norme di natura dispositiva o ordinamentale, integrando anche quanto disposto al comma 5-bis dell'articolo 13, di cui in premessa, sul passaggio dall'attuale pagamento dell'imposta provinciale di trascrizione (ipt) in misura fissa a quello di una tariffa modulata sulle caratteristiche di potenza e portata dei veicoli, allo scopo di esentare dall'imposta provinciale di trascrizione (ipt) gli acquirenti di veicoli nuovi o usati di piccola potenza (utilitarie) o media potenza e gli autoveicoli classificabili come beni mobili strumentali.
(2-01069) «Velo, Berretta, Lulli, Vico, Meta, Marchignoli, Cenni, Ciriello, Froner, De Biasi, Margiotta, Rampi, Scarpetti, Giovanelli, Pizzetti, Sanga, Damiano, Tidei, Carella, Fontanelli, Naccarato, Brandolini, Rossomando, Mariani, Braga, Lovelli, Zunino, Tullo, Bordo, Ginefra, (2-01068) «De Torre, Bachelet, Coscia, Pes, De Pasquale, Cavallaro, Giovanelli, Nicolais, Strizzolo, Corsini, Castagnetti, La Forgia, Rossa, Giulietti, Fadda, Ghizzoni, Giacomelli, Sereni, Nannicini, Boccuzzi, Piffari, Aniello Formisano, Cimadoro, Marchioni, Baretta, Duilio, Vannucci, Pollastrini, Siragusa, Giorgio Merlo».

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