giovedì, 5 maggio 2011

Approvato il DEF 2011: sbagliato, inutile e anticamera di una nuova manovra

Arriva anche il via libera del Senato al Documento di economia e finanza 2011. La risoluzione della maggioranza e’ stata approvata con 145 sì, 117 no e 3 astenuti. La Camera ha gia’ dato il suo ok al Def lo scorso 28 aprile.

 

Questo DEF è un piano deludente con misure poco incisive che non abbattono il debito pubblico e non puntano alla crescita. Il governo ancora una volta nasconde la verità al paese e non dice che subito dopo le elezioni arriverà la manovra correttiva per tentare di raggiungere gli obiettivi del 2011 e 2012 che altrimenti sarebbero mancati e per poi arrivare a 40 miliardi di tagli e tasse al 2014: purtroppo questa è un'altra brutta notizia che noi avevamo previsto e che si sarebbe potuta evitare con adeguate misure redistributive e di stimolo all'economia. Il Piano nazionale di Riforma non dà le risposte giuste. Anzi non le dà proprio. Manca un piano energetico e la politica industriale; la riforma fiscale viene annunciata per l'ennesima volta, ma non c'e' niente di concreto. Così non si riparte e senza crescita il rientro dal debito sarà un salasso. Noi abbiamo chiesto un dibattito serio in Parlamento sul 'Piano nazionale di Riforme' e avanzato una proposta organica che si basa su tre punti cardine: una riforma fiscale che alleggerisca il peso su lavoro e impresa e lo carichi su rendita e evasione; misure contro la precarietà, rendendo più alto il costo del lavoro precario rispetto a quello stabile; politiche economiche a sostegno di alcuni settori produttivi, in pratica quelli indicati nel documento 'Industria 2015'.

Tra le conseguenze più gravi del DEF targato Berlusconi - Tremonti ricordiamo l'azzeramento delle politiche sociali che in tre anni hanno subito un taglio del 78% (nel 2008 il governo Prodi aveva lasciato 929,3 milioni di euro, adesso ce ne sono solo 200) e l'ulteriore colpo inferto alle finanze di Regioni ed Autonomie Locali, che dovranno ulteriormente sopportare riduzioni di risorse per circa 15 miliardi di euro nel biennio 2013 - 2014.

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