giovedì, 14 aprile 2011

Froner: Interrogazione a risposta in Commissione su pagamento accise fotovoltaico

Se il Ministro non ritenga di valutare l'opportunità di promuovere una modifica della regolamentazione vigente che presenta costi sia per il cittadino che per lo Stato, individuando una tassa forfettaria, riferita alla potenza dell'impianto da detrarre direttamente dal GSE dall'importo dell'incentivo relativo al conto energia e/o dal rimborso relativo al rimborso della potenza immessa in rete.

FRONER, LULLI, VICO e FEDERICO TESTA.

- Al Ministro dello sviluppo economico.

- Per sapere

- premesso che:

relativamente al pagamento delle accise sull'energia prodotta ed utilizzata negli impianti con contratto di scambio sul posto, con potenza superiore a 20 kWp, sia per l'utenza che per l'Agenzia delle dogane, è facile constatare non trascurabili incongruenze;

secondo la normativa vigente, se si realizza un impianto FV della potenza di circa 70 kWp, con contratto di scambio sul posto, l'energia massima producibile dall'impianto è circa 80.000 kWh/anno;

ipotizzando che tutta l'energia prodotta sia utilizzata per usi propri dell'attività, l'accisa massima annua risulta di circa 100 euro l'anno, per il pagamento di questa somma l'utente deve richiedere l'apertura di officina elettrica;

l'ufficio delle dogane deve attuare delle procedure burocratiche interne e fare un sopralluogo sull'impianto per verificare lo stato dello stesso, controllare le apparecchiature di misura e porre i sigilli sulle varie parti dello stesso (tempo: 1 giorno per sopralluogo, più diverse ore per espletare le altre pratiche amministrative);

in base alle attuali normative di legge ed alle circolari dell'ufficio dogane, i contatori installati dall'azienda distributrice di energia (ENEL) non risultano idonei. Pertanto l'utente deve installare insieme al contatore ENEL altro contatore fiscale (costo a carico dell'utente circa 1200-1400 euro);

durante la gestione dell'impianto l'utente deve registrare le produzioni settimanali dell'energia prodotta e consumata su apposito registro fiscale. Con cadenza mensile deve inoltre corrispondere le accise sulla potenza utilizzata (circa 8-10 euro al mese);

ogni 3 anni deve essere controllata l'efficienza del contatore fiscale con costo a carico dell'utenza (cittadino);

da quanto in precedenza esposto si evince che:

a) i contatori ENEL sono idonei per accedere alle tariffe incentivanti del conto energia circa (30.000 euro l'anno), ma non idonei per pagare una tassa di 100 euro l'anno;

b) per pagare un importo di circa 100 euro l'anno, il cliente deve adottare procedure che determinano un costo di circa euro 2000 il primo anno e di circa 500-1000 euro per ogni anno successivo;

c) per incassare 100 euro l'anno lo Stato impegna una risorsa umana di livello medio alto per circa 2-3 giorni il primo anno e qualche ora negli anni successivi, con costi certamente superiori a 100 euro -:

se non ritenga di valutare l'opportunità di promuovere una modifica della regolamentazione vigente che presenta costi sia per il cittadino che per lo Stato, individuando una tassa forfettaria, riferita alla potenza dell'impianto (nel caso specifico circa 100 euro l'anno) da detrarre direttamente dal GSE (gestore dei servizi elettrici) dall'importo dell'incentivo relativo al conto energia e/o dal rimborso relativo al rimborso della potenza immessa in rete posto che tale scelta determinerebbe minori oneri per lo Stato e per il cittadino.
(5-04601)

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