giovedì, 7 aprile 2011
Chico Forti, Italia lontana

Dopo 11 anni sul caso di Chico Forti restano accesi i riflettori, per fortuna. L'ultima iniziativa è della deputata del Pd Laura Froner che ha posto una nuova interrogazione al ministro degli esteri. La risposta, data in aula dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, lascia però poco spazio all'ottimismo.
"L'Adige", 7 aprile 2011
Tra le parole si capisce che le autorità diplomatiche italiane negli Stati Uniti considerano esaurite le possibilità di ottenere una revisione del processo e vedrebbero in modo positivo una richiesta di Chico di trasferimento per scontare la pena in Italia. Ma la famiglia e la stessa Froner rispondono che è inaccettabile che Chico per chiedere il trasferimento debba di fatto accettare la sentenza americana e con essa il verdetto di colpevolezza che da 11 anni contesta con tutte le sue forze. «I ripetuti ricorsi - ha detto Mantica - presentati dal signor Forti all'autorità giudiziaria della Florida (il reato che gli è stato attribuito è infatti di competenza statale e non federale) per ottenere la revisione del giudizio non sono stati accolti. I suoi legali americani - nel marzo 2009 - hanno quindi presentato al Tribunale distrettuale federale, il livello superiore a quello statale, un ricorso per habeas corpus (procedimento invocabile solo quando siano stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione in sede statale). Tale ricorso è stato però respinto il 14 aprile 2010 dal Tribunale di Miami che ha confermato la precedente decisione del 7 agosto 2009 di non ricevere il ricorso in quanto presentato dopo la scadenza dei termini di legge. Inoltre, nel luglio 2010, il tribunale ha negato il rilascio del certificato previsto per violazione dei diritti costituzionali del condannato, ritenendo che, nel caso del connazionale, tale violazione non si sia verificata». Mantica ha aggiunto che «il signor Forti ha recentemente manifestato l'intenzione di chiedere di scontare il resto della pena in Italia, ai sensi della Convenzione di Strasburgo del 1983 sul trasferimento delle persone condannate. L'eventuale trasferimento in Italia del signor Forti è in prima istanza subordinato al parere del Governatore dello Stato della Florida. Il reato per il quale il connazionale è stato condannato rientra, infatti, nella competenza statale tanto in fase di giudizio che di esecuzione della pena. Va peraltro sottolineato che un eventuale parere favorevole del Governatore non sarebbe di per sé sufficiente per disporre il trasferimento, essendo questo subordinato ad ulteriori decisioni a livello federale e al previo recepimento in Italia della sentenza americana». Gianni Forti, zio di Chico, invece crede ancora nella soluzione giudiziaria e politica del caso. Per questo la famiglia, insieme ad avvocati e criminologi, sta predisponendo un dossier da sottoporre al ministro Frattini per cercare di ottenere a Whashington, dunque dalle autorità federali non da quelle della Florida, la revisione del processo per violazione dei diritti di difesa. Anche Laura Froner si è detta solo in parte soddisfatta della risposta data dal governo: «Nella mia replica - spiega - ho chiesto che un'eventuale domanda di trasferimento in Italia non sia vincolata da condizioni inaccettabili come dover ammettere la propria colpevolezza rinunciando così a qualsiasi ulteriore azione giudiziaria. Inoltre ho chiesto che il ministro Frattini si impegni a convincere gli americani affinché siano rivalutare le prove, del tutto inconsistenti, su cui si fonda la sentenza di condanna».
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