In un clima pesante di debolezze e ricatti , eccoci sottoposti all'ennesima fiducia, la quarantaquattresima, e all'ennesimo schiaffo al nostro Parlamento. E anche stavolta la fiducia ottenuta è il termometro di una debolezza, come dimostra la proroga chiesta da Calderoli: mi sembra evidente che la Lega non si fida dei parlamentari meridionali della sua stessa maggioranza e non vuol correre rischi perché sventolare la bandiera del federalismo per Bossi e' molto più importante che realizzare una vera riforma federale dello Stato.
Come ha ben sottolineato il nostro segretario Pierluigi Bersani nel suo intervento alla Camera per annunciare il voto contrario del Pd, questo federalismo è soltanto un gran pasticcio, un guscio vuoto: non ci sarà nessuna buona notizia per i cittadini in termini di efficienza dei servizi pubblici locali, di snellimento della burocrazia, di eliminazione degli enti inutili e dei doppioni, di migliore utilizzazione della spesa pubblica, di effettivo controllo dei cittadini sulle scelte degli amministratori, di migliore qualità delle risposte di comuni, province e regioni. Questo finto federalismo renderà più povere le regioni povere, ma anche più deboli le regioni forti che presto scopriranno quanto non siano sufficienti maggiori risorse finanziarie per migliorare la qualità delle scelte amministrative e per far crescere il benessere sociale e comune dei cittadini. La proposta del Governo non da' vera autonomia ai Comuni e non costruisce un principio di beneficio tra amministratori e comunità amministrate: colpisce i redditi da lavoro e d'impresa; mette i Comuni italiani in una situazione di maggiore dipendenza dai trasferimenti, sotto forma di compartecipazione o di perequazione.