giovedì, 24 febbraio 2011

Treni tedeschi: Gnecchi e Froner avevano interrogato gią a dicembre

Le onorevoli Gnecchi e Froner avevano interpellato già a dicembre il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a proposito dei treni tedeschi che transitano anche nella nostra provincia, sollecitandolo ad una risoluzione definitiva al problema, che non si limitasse ad una revoca temporanea della sospensione del servizio. A breve la risposta del Ministro.

Interrogazione a risposta scritta 4-10012
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
- Per sapere
- premesso che:

i treni che collegano Verona con Monaco di Baviera via Brennero, con due coppie prolungate rispettivamente su Milano e su Bologna sono stati attivati a dicembre 2009 da una joint venture formata dalle DB (ferrovie tedesche) e ÖBB (ferrovie austriache) e LeNord e interessano quattro regioni (Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia);

questi treni hanno sostituito treni del tutto simili, già utilizzati da Trenitalia nel modo «tradizionale», cioè con personale e locomotiva di Trenitalia nella parte italiana, carrozze italiane o estere a seconda dei casi, e cambio di trazione al confine;

in verità, Trenitalia negli ultimi anni, per propria scelta strategica, ha progressivamente abbandonato la quasi totalità delle relazioni internazionali e quello che è successo a dicembre 2009 è stato «soltanto» il tracollo di una situazione già in essere;

l'ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari (URSF) ha comunicato il 6 dicembre 2010 alla società Ferrovie LeNord che i treni DB/OEBB eurocity che partono da Monaco e da Innsbruck verso l'Italia - via Brennero, non potranno più effettuare fermate intermedie in territorio italiano e, conseguentemente, i viaggiatori non potranno salire o scendere per esempio, nelle stazioni di Bressanone, Bolzano, Trento, Rovereto, e altre ma solo nella stazione di destinazione finale del treno;

in base alla legge n. 99 del 2009, l'URSF (ufficio regolazione servizi ferroviari, istituito dal decreto legislativo n. 188 del 2003 e facente capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) ha il compito di stabilire se un servizio di mercato sia classificabile come «internazionale» e quindi possa essere effettuato in modo «liberalizzato», secondo quanto garantito dalla direttiva 2007/58/CE, nonché di stabilire se un servizio di mercato, nazionale o internazionale, comprometta l'equilibrio economico di un servizio sussidiato (a contratto con lo Stato o le regioni) e quindi su di esso possano applicarsi limitazioni alla salita/discesa dei viaggiatori;

senza nulla togliere alle prerogative dell'ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari, resta il fatto che sono i viaggiatori a subire in concreto i maggiori disagi conseguenti alla suddetta decisione dell'URSF;
solo a seguito dell'intervento dei presidenti delle province autonome di Bolzano e Trento presso il Ministro interrogato, si è ottenuto uno spostamento di tre mesi della decisione di URSF;

il problema non è da ritenersi quindi definitivamente risolto e ciò mette in particolari difficoltà le istituzioni locali dei territori interessati dai collegamenti ferroviari, in quanto trattasi di collegamenti ferroviari internazionali e quindi di esclusiva competenza statale -:

come il Ministro interrogato intenda attivarsi per garantire il diritto alla mobilità della popolazione, mantenendo l'attuale situazione per gli utenti o garantendo idonei collegamenti ferroviari internazionali con altri vettori, superando in tal modo le criticità determinate dalla comunicazione dell'URSF e a prescindere dal vettore ferroviario a cui affidare i servizi. (4-10012

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