martedì, 1 febbraio 2011

Onorevole Froner e Senatrice Fioroni (PD): "Necessario definire sistema di accreditamento, certificazione delle competenze e recuperare i ritardi in materia di tutele"

Maggiore attenzione per le nuove professioni, quel 'mondo' composto da 3 milioni di persone, non rappresentato negli ordini professionali, e che contribusce in modo determinante all'economia del Paese con la produzione di oltre il 15% del Pil. E' quanto hanno chiesto Assoprofessioni e Cna che, con la partecipazione di Uni, oggi a Roma, alla Camera dei deputati, hanno promosso il convegno 'Regole e mercato: la sfida delle nuove professioni per far crescere l'economia della conoscenza'.

"Chiediamo che si apra un tavolo sulle professioni non regolamentate al ministero dello Sviluppo economico", ha detto Giorgio Berloffa, presidente di Uniprof, associazione dei professionisti non iscritti agli ordini associata alla Cna. "Un'occasione in cui sia possibile - ha spiegato - fissare un'agenda, una 'road map', per le richieste delle nuove professioni. Non chiediamo di fare tutto e subito, ma vogliamo tempi e date certe, per arrivare al riconoscimento dell'attività che facciamo con il 15% del Pil prodotto".

Un appello, quello di Berloffa, fatto davanti a tanti parlamentari presenti all'appuntamento, e che arriva in un momento particolarmente difficile per le professioni non ordinistiche, con la crisi da affrontare. "Tanti studi stanno chiudendo - ha avvertito - e la riforma forense che è in Parlamento porterebbe alla perdita di circa 50.000 posti di lavoro. La riforma forense limita l'esercizio dell'attività stragiudiziale - ha sottolineato - in forma autonoma solo agli avvocati, con effetti devastanti. A cominciare dal lavoro di migliaia di migliaia di professionisti quali patrocinatori stragiudiziali, esperti di infortunistica stradale ed esperti nelle diverse forme del diritto". E, se passa la riforma forense, ha spiegato Berloffa, "c'è il rischio che altre professioni chiedano delle 'riserve' e questo porterebbe alla morte delle professioni non regolamentate".

"E' positivo il lavoro parlamentare che si sta svolgendo in Commissione Attività Produttive sul riconoscimento delle professioni non regolamentate" così hanno dichiarato le parlamentari Pd Laura Froner e Anna Rita Fioroni in occasione del convegno organizzato oggi alla Biblioteca di San Macuto, in cui hanno illustrato i propri disegni di legge.

"Le nuove professioni sono quelle che interpretano al meglio le esigenze di una società in continua evoluzione come la nostra e sono veicolo di innovazione e competitività - si legge in una nota delle due parlamentari - va dunque data loro piena dignità. L'obiettivo è quello di liberalizzare il mercato, introducendo regole che evitino il rischio di concorrenza sleale e soprattutto di danni a carico dei consumatori, e di recuperare il ritardo accumulato in materia di diritti e tutele, rivendendo anche la normativa fiscale e previdenziale che riguarda chi opera in questo settore.

Ci pare comunque - hanno concluso la deputata Froner e la senatrice Fioroni - di riscontrare un interesse bipartisan nel voler definire un sistema di accreditamento e di certificazione delle competenze, che ci fa ben sperare sul proseguimento dei lavori parlamentari".

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