giovedì, 20 gennaio 2011
Il sottosegretario Bartolomeo Giachino risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato. Coglie l'occasione per far presente al deputato Froner di aver parlato con gli uffici della Motorizzazione civile in ordine alla questione delle motoslitte da lei sottopostagli, invitandola ad assumere un'iniziativa legislativa al riguardo.
5-03953 Froner: Ripetuti disservizi sulla linea Trento-Bassano in conseguenza della cattiva manutenzione della infrastruttura ferroviaria da parte di RFI e generale necessità di prevedere la partecipazione degli enti locali nella gestione della rete.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
Si premette innanzitutto che la linea Trento - Bassano, a semplice binario e non elettrificata, lunga 97 km con 12 stazioni e 9 fermate, è caratterizzata da un cadenzamento semiorario nelle fasce pendolari da Trento a Borgo Valsugana e orario fino a Bassano. Il 24 giugno 2010 è stato attivato sulla linea un nuovo sistema di telecomando con il contemporaneo spostamento del Posto Centrale da Trento a Verona.
Nel corso dell'anno 2010 si è tuttavia osservato un calo di puntualità della linea che è stato oggetto di analisi approfondita e sono state individuate le macro-cause dell'abbassamento degli indici che si possono riassumere come di seguito rappresentato.
Lo spostamento degli incroci dagli impianti di Roncegno e Caldonazzo all'impianto di Levico per consentire l'esecuzione di lavori di adeguamento infrastrutturale nei due impianti menzionati (PRG con attivazione di movimenti contemporanei a 60 km/h e realizzazione del sottopassaggio viaggiatori). La necessità di lasciare invariata l'offerta commerciale ed il contemporaneo cambio del punto di incrocio, ha avuto come conseguenza l'irrigidimento dello schema d'orario con una minore capacità di recupero dei ritardi e la perdita di un paio di punti percentuali di puntualità.
Lo slittamento dei lavori al 2012, già comunicato alla Provincia, ha comportato la possibilità di ritornare alla situazione antecedente allo spostamento dal cambio orario del 12 dicembre.
L'instabilità del nuovo sistema di Controllo Centralizzato del Traffico (CTC) ha comportato il verificarsi di ripetute anormalità dovute a disconnessioni che hanno inciso pesantemente sulle performance di puntualità della linea; nel mese di ottobre è stata installata dalla ditta fornitrice una nuova versione aggiornata del software e dai dati emerge che non si sono registrate anormalità. I guasti dovuti a malfunzionamento dei passaggi a livello citati nell'interrogazione sono stati tre nell'arco del mese di novembre, di cui uno con forti ripercussioni sulla regolarità.
Una serie di anormalità dovute a malfunzionamenti del Sistema di Controllo Marcia Treni (SSC, attivato sulla linea dal 2008) si sono però risolte già dal mese di settembre.
Andando nello specifico degli avvenimenti contestati, si precisa che:
Il giorno 1o dicembre, in seguito al perdurare delle precipitazioni nevose, è stata dichiarata l'emergenza grave sulle tre linee Trento-Bassano, Bolzano-Merano e Fortezza-S. Candido, come previsto dalla «sintesi dei piani neve» in presenza di un manto nevoso che superi il piano del ferro (15-20 cm contro i 30-40 cm effettivi), per cui gli impianti automatici per il riscaldamento elettrico de deviatoi (RED) non garantiscono il regolare funzionamento degli scambi. Sulla linea Trento-Bassano, in conseguenza della ridotta possibilità di effettuare incroci, limitati alle stazioni di Borgo Valsugana Est, Pergine, Primolano e Cismon del Grappa, si è deciso di ridurre il cadenzamento semi-orario con la soppressione di alcuni treni e di garantire il cadenzamento orario.
Pur volendo garantire ulteriori località per l'effettuazione degli incroci, le condizioni della viabilità non hanno consentito lo spostamento del personale addetto alla manutenzione. A questo si devono aggiungere le difficoltà nell'uscita dal deposito e quindi il tardato piazzamento di materiali nell'impianto di Trento, sempre in seguito alla precipitazione nevosa e a causa della parziale attivazione della dotazione di impianti automatici di snevamento.
L'impianto è stato completamente attivato il giorno 9 dicembre; nel frattempo era stato predisposto un piano d'intervento per garantire i deviatoi non ancora serviti da impianti automatici.
L'attivazione dell'emergenza grave, come previsto dalla sintesi piano neve, è stata comunicata alle Imprese Ferroviarie secondo le procedure previste, mediante insediamento del Centro di Coordinamento Territoriale dell'emergenza che è proseguita fino all'interruzione programmata della circolazione sulla linea.
Il 6 dicembre si è verificato di nuovo uno stato di allerta per precipitazioni nevose, durato l'intera giornata; non sono stati necessari provvedimenti di circolazione sebbene si sia verificato nell'impianto di Trento un guasto all'impianto di riscaldamento deviatoi con fusione del quadro elettrico e difficoltà conseguenti nella gestione dell'impianto.
Infine, per meglio definire il quadro d'insieme, si propongono le seguenti ulteriori considerazioni di carattere generale.
La sintesi del piano neve predisposta dalle Strutture territoriali di Rete Ferroviaria Italiana è stata inviata sia alle imprese, sia alla Provincia Autonoma, che era stata informata nel corso di una riunione del 22 novembre u.s. della nostra organizzazione in merito alle emergenze meteo. È stata anche proposta dalla Provincia Autonoma la stesura di una procedura per la collaborazione fra volontari della protezione civile e Strutture territoriali di Rete Ferroviaria Italiana sul posto e per la gestione congiunta degli allarmi di carattere meteo in aggiunta al Protocollo già in essere per la gestione delle emergenze sanitarie.
Risulta alquanto complesso effettuare un paragone attendibile fra la linea gestita da Rete Ferroviaria Italiana e la linea Trento-Malé, gestita dalla società Trentino Trasporti sia per quanto riguarda l'infrastruttura che il materiale rotabile, per la mancanza di parametri comuni di confronto. Inoltre, le precipitazioni nevose interessanti le due linee non sono tra loro paragonabili per quanto riguarda l'intensità.
Con riferimento allo spostamento del Dirigente Centrale Operativo (DCO) della linea Trento-Bassano da Trento a Verona, Ferrovie dello Stato S.p.A. ha comunicato di escludere in maniera categorica il nesso tra tale modifica e disagi alla circolazione. Le disconnessioni del nuovo apparato di comando hanno generato diversi disagi dalla data attivazione e fino al giorno 8 ottobre 2010, data dell'ultima anormalità con ritardo treni dovuti al sistema.
Tali disagi sono stati imputati all'appaltatore, con addebiti per danni causati. L'accentramento presso la sala operativa di Verona del Dirigente Centrale Operativo ha consentito una gestione sicuramente più celere delle anormalità, con riduzione dei disservizi causati alla circolazione, che in caso contrario si sarebbero prolungate, quanto meno dei perditempo dovuti alla logistica.
Dal giorno 8 ottobre 2010, con l'ultimo aggiornamento dei driver dei server centrali non si sono più manifestate disconnesioni, e contemporaneamente è stata introdotta una nuova procedura di inserimento delle release software attraverso una postazione «specchio» con l'obiettivo di ridurre i futuri impatti sulla circolazione.
Nonostante sia stato più volte ventilato dai media e dagli enti provinciali, l'equivoco nasce dalla contemporaneità fra lo spostamento del Dirigente Centrale Operativo e l'attivazione del nuovo apparato di comando con le difficoltà che si sono manifestate e che sono già state richiamate in precedenza.
Per quanto riguarda il servizio di trasporto ferroviario regionale sulla linea della Valsugana, si rappresenta quanto segue.
La programmazione e gestione dei servizi ferroviari regionali, che assicurano prevalentemente la mobilità della clientela pendolare, è di competenza delle singole Regioni o Province Autonome - nel caso di cui trattasi della Provincia Autonoma di Trento - i cui rapporti con Trenitalia sono disciplinati da specifici Contratti di Servizio nell'ambito dei quali vengono definiti, tra l'altro, il volume e le caratteristiche dei servizi da effettuare, nonché i relativi standard qualitativi e i meccanismi di penalità da applicare nei casi di eventuali difformità dei parametri contrattualmente stabiliti.
Sulla linea della Valsugana è previsto un servizio ferroviario in cadenzamento orario fino a Bassano e semiorario (nelle fasce orarie di punta) da Trento e Borgo Valsugana, per un totale di 48 treni ogni giorno feriale.
In ordine agli specifici rilievi posti dall'Interrogante, si fa presente che:
il servizio sulla linea della Valsugana viene integralmente effettuato con materiale rotabile di ultima generazione (treni «Minuetto» diesel);
le soppressioni, nel periodo gennaio-novembre di quest'anno, si sono attestate intorno allo 0,55 per cento (al di sotto del limite dello 0,80 per cento stabilito nel Contratto di Servizio in essere con la Provincia Autonoma di Trento, che costituisce l'indice di affidabilità del servizio);
la regolarità del servizio dei collegamenti della Valsugana, nei primi 11 mesi di quest'anno, ha mostrato un indice di puntualità dei treni giunti a destinazione entro 7 minuti dall'orario di arrivo previsto del 97 per cento superiore a quello del 92 per cento, contrattualmente definito;
i servizi soppressi nella giornata del 1o dicembre scorso - citata dall'Interrogante - a seguito dello stato di emergenza per maltempo, dichiarato dal Gestore dell'Infrastruttura secondo le procedure stabilite, che prevedono, nel caso specifico, un diradamento dei treni per evitare difficoltà di circolazione, hanno riguardato i collegamenti alla mezzora tra Trento e Borgo V. e sono stati tutti sostituiti con autoservizi; i treni circolanti sono, peraltro, tutti giunti a destinazione in orario.
Laura FRONER (PD), replicando, nel ringraziare il sottosegretario Giachino per la sollecita e articolata risposta all'atto di sindacato ispettivo a sua firma e per la generale attenzione prestata alle questioni che gli vengono sottoposte, osserva però che nulla sembra emergere dalla risposta in relazione alla richiesta di una maggiore collaborazione degli enti locali nella gestione della rete ferroviaria, al fine di apportare a essa significativi miglioramenti. Pur apprezzando gli sforzi compiuti dalle Ferrovie dello Stato in termini di investimenti volti al miglioramento del servizio, ritiene indispensabile che si compia una scelta innovativa che vada nel senso di una collaborazione istituzionale attraverso la quale il gestore dell'infrastruttura concordi con gli enti territoriali e, in particolare, nel caso specifico, con la provincia di Trento, forme di compartecipazione alla gestione dell'infrastruttura, apportando così al servizio ferroviario i miglioramenti che si rendono necessari per l'utenza e per il territorio.
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