Laura Ravetto). "/> Laura Froner - Deputata PD del Trentino - 5-03651 Froner: Iniziative a favore della continuitą produttiva dello stabilimento Cabot di Grigno in Valsugana

giovedì, 2 dicembre 2010

5-03651 Froner: Iniziative a favore della continuitą produttiva dello stabilimento Cabot di Grigno in Valsugana

Il testo della risposta del Governo (Il sottosegretario Laura Ravetto).

La Cabot Plastics Italiana di Gnigno (TN), costituisce una divisione della Cabot Italiana s.p.a., con sede a Ravenna, a sua volta appartenente alla Cabot Corporation, con sede in Boston (USA), multinazionale che produce in 39 stabilimenti distribuiti a livello internazionale su 20 Stati.
A Grigno viene prodotto un semilavorato denominato Masterbatch, che viene utilizzato per la realizzazione di film, lo stampaggio e l'estrusione di materiali plastici, con applicazioni nel settore automobilistico, elettrico, eccetera. Dalle informazioni acquisite presso la Provincia autonoma di Trento risulta che l'unità produttiva trentina occupa attualmente 38 dipendenti (di cui 2 a tempo determinato), e di questi alcuni sono in possesso dei requisiti per il pensionamento.
La decisione di cessare l'attività produttiva nello stabilimento di Grigno a decorrere dal 28 febbraio 2011, è stata giustificata dagli organi aziendali da indifferibili ragioni economiche, industriali e commerciali e dalla scarsa flessibilità in termini di sviluppo della gamma di prodotti senza la realizzazione di investimenti ingenti.
La dirigenza aziendale ha manifestato l'intento di rilocalizzare la produzione del semilavorato Masterbatch nell'Estremo Oriente, dove ne è in crescita la domanda, nonché nei Paesi produttori di petrolio, che di tale prodotto costituisce la principale materia prima.
Per far fronte a tale situazione, l'Assessorato all'industria della Provincia autonoma di Trento si è immediatamente attivato per conservare il sito produttivo e salvaguardare i posti di lavoro, ricorrendo anche agli strumenti di sostegno e sviluppo delle imprese, propri della Provincia autonoma. Sono stati svolti, quindi, diversi incontri coi rappresentati aziendali e sindacali locali nonché con uno dei massimi rappresentanti del gruppo in Europa purtroppo con esiti negativi, in quanto il management aziendale ha ribadito la necessità, per le motivazioni anzidette, di cessare l'attività della sede di Grigno.
La Società si è impegnata, comunque, ad adottare misure atte a ridurre l'impatto sociale della chiusura dello stabilimento ed in particolare a considerare i profili dei lavoratori in esubero per posizioni del medesimo livello che dovessero rendersi disponibili in altre società del gruppo. Analogo impegno è stato manifestato per elaborare misure di accompagnamento per la ricollocazione nel mercato del lavoro nonché per l'eventuale ricorso alla Cassa integrazione Guadagni Straordinaria per un periodo di 12 mesi.
Ciò osservato faccio presente che lo stesso Ministero del Lavoro è sicuramente disponibile a svolgere quel ruolo attivo ad esso assegnato per esaminare la situazione occupazionale anche in raccordo con il Ministero dello Sviluppo Economico.
In ogni caso evidenzio che al momento non è pervenuta alcuna richiesta di incontro per l'esame della situazione occupazionale che ha evidenziato l'onorevole Froner.

 

REPLICA DELL'ON. FRONER

Laura FRONER (PD), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta. Prende atto dell'impegno del Governo, ma ritiene necessaria un'azione forte nei confronti di quelle aziende multinazionali che, nonostante abbiano percepito incentivi economici dal nostro Paese, decidono di delocalizzare i loro stabilimenti. Auspica, quindi, che si svolga un confronto serrato che coinvolga anche le istituzioni locali competenti, al fine di salvaguardare un territorio già profondamente colpito dalla crisi economica e occupazionale.

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