giovedì, 16 dicembre 2010

"La Provincia ha investito 50 milioni di euro"

Diventa un caso nazionale lo «stato di allerta livello grave» lanciato il primo dicembre scorso da Rete ferroviaria italiana, gestore della linea ferroviaria della Valsugana, con la conseguente soppressione di nove treni. L'onorevole Froner interroga il ministro Matteoli «Solo in Valsugana c'è stato il blocco».

"L'Adige", 16 dicembre 2010

La ragione? La nevicata non eccezionale, sui 30 centrimetri, in Valsugana. A sollevare il problema è l'onorevole Laura Froner, in un'interrogazione al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. «Tenuto conto che nella stessa giornata tutte le corse della ferrovia Trento - Malé, gestita dalla Trentino Trasporti in area geografica interessata da analoghe precipitazioni nevose, hanno avuto svolgimento regolare - osserva la deputata - la considerazione immediata che ogni utente della Valsugana ha fatto è quella di un minore presidio e cura della linea gestita da Rfi». Ma il blocco dell'primo dicembre è stato solo lo spunto per interrogare il ministero. «È solo un esempio - prosegue Froner - dei numerosi disservizi occorsi soprattutto nel mese di novembre, che ha visto soppressioni e ritardi spesso legati all'infrastruttura (tra essi frequente guasti ai passaggio a livello e ai treni); non si può negare infatti come dall'estate scorsa il grado di puntualità ed affidabilità della ferrovia della Valsugana sia diminuito, e con esso il grado di affezione degli utenti». A questo punto la deputata trentina va al sodo e ricorda che il contratto con Rfi scade fra un paio d'anni. «Il quadro dei gestori del servizio pubblico ferroviario si va evolvendo e la Provincia autonoma di Trento non potrà non tenerne conto in scadenza di contratto a fine 2013 - scrive Froner -. Alleanze e partnership saranno individuate avendo riguardo all'interlocutore in grado di offrire le migliori garanzie. Non è detto insomma che si debba per forza immaginare che sia ancora il gestore nazionale il partner privilegiato, se questi non offrirà garanzie di qualità ed affidabilità». L'onorevole Froner chiede quindi delucidazioni al ministro sul profilo dell'infrastruttura ed il gestore nonché proprietario della stessa, Rfi. «Con riguardo a tale profilo va ricordato che negli ultimi 10 anni la Provincia ha finanziato investimenti (fermate, lavori di stazione, ecc) per oltre 50 milioni di euro, e beneficiaria degli stessi è stata, appunto, Rfi, che per contro, della "manutenzione" della linea, e del grado di affidabilità degli apparati di stazione, del sistema degli annunci, del funzionamento degli scambi, della qualità dei binari, del presidio umano in circostanze come quella descritta della neve, non risponde in alcun modo alla Provincia, avendo rapporti contrattuali unicamente con la consorella Trenitalia», dice Froner. Il "federalismo ferroviario" risulta, insomma, "monco", poiché gli enti territoriali, che stipulano contratti di servizio con le imprese ferroviarie, non hanno poi alcun potere nei confronti di chi gestisce la linea (e quanto influisca sul buon funzionamento del servizio la cura del "binario" è sotto gli occhi di tutti)». Froner mette quindi in evidenza l'anomalia dell'assetto organizzativo del gruppo Fs, al contempo gestore dei servizi e gestore dell'infrastruttura, senza che vi sia un reale rapporto contrattuale tra i due soggetti. E pone al ministro Matteoli due domande essenziali: «se non ritenga opportuno che, in un quadro di collaborazione istituzionale e di un reale "federalismo ferroviario", il gestore dell'infrastruttura concordi, con gli Enti territoriali, e nello specifico con la Provincia di Trento, forme di compartecipazione alla gestione dell'infrastruttura stessa tese a garantire il miglior servizio alle imprese ferroviarie»; e, in caso di risposta affermativa, «se non ritenga sterile la discussione limitata alla questione circa il trasferimento (peraltro dai vertici del gruppo Fs sin qui sempre avversato) della linea ferroviaria delle Valsugana alla Provincia autonoma di Trento, e non ritenga più produttivo individuare forme graduali di "subentro" nella gestione della linea medesima attraverso idonee regolazioni (anche attinenti i profili della competenza in materia di sicurezza) che possano vedere la collaborazione degli Enti territoriali».

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