lunedì, 13 dicembre 2010
Vigilia del voto di fiducia - Le ultime in diretta dalla Camera

Di Laura Froner
E' in corso la seduta della Camera sulle mozioni di sfiducia, il Presidente del Consiglio arriva con mezz'ora di ritardo per impegni istituzionali.
Il primo intervento è del Vicesegretario del PD, Enrico Letta, che richiama i scarsi risultati della politica del Governo Berlusconi, in particolare in campo economico, e la "libertà che non ha prezzo" di chi domani voterà per la sfiducia.
Secondo Cesa (UDC) l'appello ai moderati, rivolto questa mattina durante la seduta del Senato, deve essere costruito sui fatti e non sulle parole. Le dimissioni di Berlusconi sono il presupposto per ragionare su qualsiasi proposta e l'unica strada percorribile era l'apertura di una crisi formale in Parlamento.
Per D'Alema Berlusconi non ha la stoffa dello statista e continua a scaricare sugli altri le responsabilità per una crisi che è del Governo ma anche della sua leadership, non più in grado di aggregare intorno a sé una maggioranza solida. L'unica soluzione indicata dal Presidente del Consiglio è lo scontro, la sfida e non il confronto politico. Un confronto che poteva permettere anche al nostro Paese, come alla Germania, di affrontare assieme alle altre forze politiche, in modo convergente, i problemi aperti dalla crisi, accrescendo in questo modo la credibilità della politica.
Veltroni, dopo una citazione dall'ultimo discorso alla Camera di Degasperi, ricorda la grande capacità di Berlusconi di fare campagna elettorale ma la sua incapacità di governare, di rappresentare gli interessi generali. Lo invita ad esercitare il suo ruolo, cercando di unire e non di dividere il Paese e garantendo in questa fase non un ribaltone ma un governo responsabile.
La replica del Presidente del Consiglio sarà questa sera alla fine degli interventi e domani mattina, dopo le dichiarazioni di voto da parte di tutti i gruppi, si svolgeranno le votazioni sulle mozioni di sfiducia in modo palese.
Nessuno di noi è in grado di prevedere quale sarà il risultato: le uniche certezze sono l'esito deludente di tanti anni di politica di Berlusconi e l'inaffidabilità di un Governo che, qualora confermato con pochi voti, non offrirebbe nessuna garanzia di stabilità.
Argomenti:In Parlamento, Politica nazionale