mercoledì, 3 novembre 2010

Uno sviluppo da sostenere

Il 2 novembre ho avuto l’opportunità di partecipare insieme a tre altri Parlamentari italiani ad un incontro internazionale sul tema “Migliorare il potenziale di crescita”, organizzato presso il Centro Conferenze dell’OCSE di Parigi e destinato ai Parlamentari dei Paesi membri.

Si tratta del secondo Seminario di Alto Livello, all’interno degli incontri organizzati periodicamente dall’OCSE per diffondere informazioni sulla propria attività e consentire il confronto circa le migliori politiche a fronte dell’evolversi della situazione economica.

Erano presenti 32 Parlamentari in rappresentanza di 17 nazioni: oltre a esponenti di diversi Paesi europei vi erano partecipanti di Cile, Messico ed Israele.

Nella relazione iniziale il Vice Segretario Generale, Aart de Geus, ha illustrato i contenuti della conferenza internazionale dedicata al tema delle riforme, che si terrà sempre a Parigi il 25-27 novembre prossimi. Al centro del dibattito vi è stata in questa occasione e vi dovrà essere anche in futuro la necessità di trovare un equilibrio tra le misure che devono essere assunte per contenere la spesa e le politiche per sostenere la ripresa, individuando le riforme prioritarie e i passi necessari per attuarle.

La Direttrice per il settore dell’Istruzione dell’OCSE, Barbara Ischinger, ha affrontato nel suo intervento l’aspetto cruciale degli investimenti nel settore scolastico e il loro impatto sul progresso economico-sociale. L’istruzione rappresenta una parte importante della spesa pubblica di tutti i Paesi membri, ma l’efficacia e l’efficienza dei sistemi scolastici non può più essere misurata solo in base alle risorse investite o al numero di laureati, quanto sui risultati conseguiti nella sfera più ampia della situazione economica e sociale di un Paese.   

Secondo il Vice Direttore per la Scienza, la Tecnologia e l’Industria, Yuko Harayama, di fronte alle sfide economiche, ambientali e sociali, l’innovazione rappresenta un elemento essenziale per migliorare la produttività in un contesto di crescita sostenibile ed è pertanto necessario sostenerne finanziariamente lo sviluppo.

Il Direttore per il Commercio e l’Agricoltura, Michael Plammer, ha preso in esame nel suo intervento la necessità di contrastare ogni ricorso al protezionismo, che potrebbe insorgere di fronte alle persistenti difficoltà economiche e di favorire politiche di reale apertura dei mercati, che sulla base del vantaggio comparato sostengano la crescita e la creazione di posti di lavoro nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo. Il ruolo del commercio nel promuovere l’occupazione era stato affrontato anche nel corso della riunione del Consiglio OCSE a livello ministeriale nel maggio scorso messo, durante la quale è stato messo in luce come le scelte protezionistiche siano controproducenti nel sostenere l’occupazione interna.

Non nascondo che in un primo momento avevo pensato ad un’esposizione di dati sui vari argomenti (riforme, istruzione, innovazione, commercio) ma nel corso della giornata ho potuto riscontrare uno spessore decisamente maggiore dell’incontro. Da un lato l’impegno e gli stimoli offerti dai responsabili dell’OCSE che si sono avvicendati nell’introdurre gli argomenti, dall’altro i numerosi e interessanti interventi dei rappresentanti parlamentari di vari Paesi, che come noi stanno affrontando una fase di lenta ripresa dalla crisi e che hanno aderito molto volentieri al confronto.

Tutti hanno lasciato intravedere quale possa essere il nuovo significato di un’istituzione che a dicembre di quest’anno celebrerà il proprio 50° anniversario e che cerca con l’occasione di darsi una nuova fisionomia e nuovi compiti.

In allegato il programma del seminario 

   

 

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