venerdì, 15 ottobre 2010
Il testo dell'interrogazione e della risposta del sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia.
Interrogazione a risposta in Commissione 5-02053
presentata da
LAURA FRONER
lunedì 9 novembre 2009, seduta n.242
FRONER, LULLI, VICO e FEDERICO TESTA. -
Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per le pari opportunità.
- Per sapere - premesso che:
la crisi economica non sembra scoraggiare l'imprenditoria femminile che continua a crescere. Gli ultimi dati dell'Unioncamere e dell'Osservatorio di Confartigianato confermano che le imprese rette da donne sono in aumento (nel primo semestre 2009 si registrano circa 20.000 unità in più) e rispondono alla crisi con grande capacità di rinnovarsi;
forte sostegno e impulso allo sviluppo dell'imprenditoria femminile è da attribuirsi certamente alla legge 25 febbraio 1992, n. 215, che ha messo a disposizione delle imprese femminili, dal '92 ad oggi, stanziamenti erogati sotto forma di contributi in conto capitale a fronte di investimenti, operando con un meccanismo «a bando», attraverso il quale il Ministero dello sviluppo economico individua i termini per la presentazione delle domande per il riconoscimento dei contributi;
con i primi cinque bandi del Ministero i fondi complessivamente stanziati sono stati circa 598 milioni di euro, di cui 129,6 per i primi tre bandi, 242,8 per il quarto, 225 per il quinto. Il sesto bando, emanato con decreto ministeriale 5 dicembre 2005, metteva a disposizione risorse statali per 76.145.690 euro, alle quali si aggiungevano 12.389.659,64 euro di risorse regionali. Le domande ammesse cui è stato attribuito un punteggio utile per accedere ai contributi sono state 1.122;
su di esse ha inciso la norma della legge finanziaria 2008 (articolo 3, commi 36-39) che, riducendo da sette a tre anni il termine di perenzione dei residui delle spese in conto capitale, è all'origine del taglio delle risorse da assegnare per l'attuazione della legge sull'imprenditoria femminile. In particolare sono caduti in perenzione gli impegni finanziari relativi al 6o bando;
la stessa legge finanziaria (comma 39) tuttavia consente al Ministero dell'economia e delle finanze di iscrivere in appositi fondi le risorse riferibili a obbligazioni giuridicamente perfezionate;
il sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico, rispondendo il 29 settembre scorso alla interrogazione dell'onorevole Vannucci n. 5-01399, ha assicurato di avere inoltrato al Ministero dell'economia - Ufficio centrale del Bilancio - tutte le richieste di riassegnazione delle somme perenti;
più dei due terzi dei beneficiari, pur avendo ricevuto conferma definitiva del contributo, non hanno però ancora avuto dalle banche concessionarie l'erogazione dei relativi stanziamenti;
la dichiarazione del sottosegretario Saglia secondo la quale le somme non riassegnate saranno «presumibilmente» disponibili con il prossimo esercizio finanziario non ha certamente dissipato la situazione di incertezza in cui vivono le imprese interessate, che, a causa dei mancati pagamenti, potrebbero essere costrette a chiudere (per qualcuna è già avvenuto), con gravi conseguenze sui livelli occupazionali -:
se non ritenga di fondamentale importanza sostenere un settore, quello dell'imprenditoria femminile, che, malgrado la crisi, ha dimostrato fino ad ora una significativa tenuta;
a questo fine se non ritenga doveroso comunicare la data certa entro la quale saranno stanziate le somme necessarie a corrispondere i contributi a tutti i soggetti destinatari delle agevolazioni previste dal sesto bando di cui alla legge n. 215 del 1992. (5-02053)
5-02053 Froner: Ritardo nell'erogazione dei contributi previsti dalla legge n. 215 del 1992 a favore dell'imprenditoria femminile.
Il sottosegretario Stefano SAGLIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Laura FRONER (PD) ringrazia preliminarmente il sottosegretario Saglia per la risposta che, tuttavia, in questa sede avrebbe dovuto essere resa dal ministro Carfagna. Replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta perché, al di là delle buone intenzioni, non manifesta interventi concreti a favore dell'imprenditoria femminile. Non è stata fornita, infatti, alcuna indicazione riguardo agli impegni finanziari relativi al sesto bando caduti in perenzione. Ricordato che, lo scorso 29 settembre, il sottosegretario allo sviluppo economico, in risposta all'interrogazione Vannucci 5-01399 sul medesimo argomento, aveva assicurato di avere inoltrato all'Ufficio centrale del bilancio del Ministero dell'economia tutte le richieste di rassegnazione delle somme perenti, sottolinea tuttavia che al momento questi fondi non sono stati ancora assegnati alle imprese. Auspica pertanto un più intenso impegno del Governo sul versante dell'imprenditoria femminile, anche in considerazione dell'elevato rendimento di questo settore in un momento di crisi economica.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, si rappresenta che il rilancio di misure di sostegno all'imprenditoria femminile, specie nelle Regioni del Sud, rientra fra le azioni prioritarie perseguite dal Ministro per le pari opportunità.
L'Interrogante chiede notizie in merito all'erogazione dei contributi a favore dei soggetti destinatari delle agevolazioni previste dal sesto bando di cui alla legge n. 215 del 1992 recante «Azioni positive per l'imprenditoria femminile».
Il bando cui fa riferimento l'Onorevole Interrogante risale al dicembre 2005, poco prima che le competenze in materia fossero trasferite al Ministero per le pari opportunità.
Infatti, solo nel 2006, con il decreto legge n. 181 del 2006, convertito in legge n. 233 del 2006, è stato disposto il trasferimento delle competenze in materia di imprenditoria femminile dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero per le pari opportunità.
Si sottolinea, inoltre, che sia gli impegni finanziari relativi al menzionato bando, risalenti all'anno 2004, che le somme derivanti da restituzioni e revoche da parte di imprese agevolate ai sensi della legge 215/1992 (il cui importo ammontava a circa 1 milione di euro) non sono stati trasferiti al Dipartimento per le pari opportunità.
Infatti nell'anno 2007 l'allora Ministro per le pari opportunità, Onorevole Barbara Pollastrini, ha espresso parere favorevole al trasferimento delle suddette somme sul capitolo 7420 di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico.
Quanto, più in generale, all'efficacia delle misure disposte ai sensi della legge 215 del 1992, si ritiene da superare il modello dei finanziamenti «a pioggia» finora utilizzato, che ha dimostrato la carenza di un monitoraggio costante degli effetti in termini di incremento dell'occupazione femminile.
Proprio partendo da tale considerazione, si sta lavorando, nel quadro del più ampio Piano per il Sud, per reperire nuove risorse, attinte da fondi europei, al fine di favorire l'accesso al credito delle imprese femminili operanti nel Mezzogiorno attraverso la costituzione di una garanzia a carico del Fondo per le piccole e medie imprese di cui alla legge n. 662 del 1996 e la erogazione di un contributo in conto interessi.
Lo scopo che si intende conseguire è quello di promuovere l'eguaglianza sostanziale e le pari opportunità tra uomini e donne nell'attività economica ed imprenditoriale con l'obiettivo di incrementare l'occupazione femminile e lo sviluppo di imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile mediante l'attivazione di strumenti finanziari agevolati per favorire l'accesso al credito.
Si tratterebbe di un importante tassello nelle politiche volte a raggiungere l'obiettivo qualificante, indicato dalla Strategia di Lisbona, del 60 per cento di occupazione femminile entro il 2010.
Le imprese dirette da donne o a prevalente partecipazione femminile costituiscono infatti un valore aggiunto per la crescita socio-economica del nostro Paese.
I dati Unioncamere riferiti all'anno 2009 dimostrano che la quota delle imprese a conduzione femminile è aumentata rispetto al 2008 (dal 25,5 al 25,6 per cento).
A sostenere la crescita delle imprese al femminile hanno contribuito in maniera significativa anche le attività avviate da donne immigrate da Paesi non appartenenti all'Unione Europea, a testimonianza che un'integrazione all'insegna del rispetto e della legalità è possibile per il bene del nostro Paese e della nostra economia.
Le imprese al femminile risultano concentrate soprattutto nel commercio, nell'agricoltura e nei servizi. Se si escludono le imprese individuali e quelle costituite in forma di società di capitale, le restanti aziende a conduzione femminile (società di persone, cooperative, consorzi e altre forme) fanno segnare un aumento di 592 unità a fine 2009, pari ad una crescita dello 0,2 per cento rispetto al 2008.
Si segnala, inoltre, che il Comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro previsto dal Codice per le pari opportunità, con provvedimento del 9 giugno 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 luglio 2010, n. 159, ha formulato per l'anno in corso il «Programma Obiettivo per l'incremento e la qualificazione dell'occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di reti». Si tratta di azioni positive volte a finanziare progetti (tetto massimo di finanziamento pari a 200 mila euro) che favoriscono l'occupazione femminile, l'inserimento e il reinserimento lavorativo di donne e le imprese femminili.
Si ricorda, inoltre, che il 24 febbraio 2009, presso il Dipartimento per le pari opportunità, si è insediato il Comitato per l'imprenditoria femminile, presieduto dal Ministro per le pari opportunità e composto dalle rappresentanti di associazioni di categoria, il cui compito è quello di definire indirizzi di programma innovativi per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile e di fornire un valido supporto alle donne imprenditrici.
Il Comitato svolge una funzione di indirizzo, coordinamento, concertazione e programmazione generale in ordine agli interventi previsti in materia di azioni positive per l'imprenditoria femminile, promuovendo altresì lo studio, la ricerca e l'informazione sull'imprenditorialità femminile.
Fra le iniziative poste in essere dal citato Comitato si segnala che il 15 maggio 2009, presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, è stato presentato alla stampa il progetto «La città dell'imprenditoria Femminile», con un CD-Rom ideato e realizzato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da futuro@lfemminile di Microsoft Italia, per offrire alle donne che desiderano avviare una propria attività imprenditoriale tutti gli strumenti utili a facilitarne la realizzazione.
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